Gazzetta di Reggio

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Minozzo, genitori divisi sulla sede della scuola

di Luca Tondelli
Minozzo, genitori divisi sulla sede della scuola

Villa Minozzo, spunta una lettera per il trasferimento degli alunni nel capoluogo «Offriremo noi un passaggio ai bambini se verrà formata una classe unica»

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VILLA MINOZZO. Dopo la protesta di un gruppo di genitori che vuole mantenere aperta la scuola elementare di Minozzo contro l’amministrazione comunale, che, invece, vorrebbe portare i bambini nel capoluogo il prossimo anno scolastico, spunta un nuovo fronte di dissenso. Su posizioni distanti sono anche i genitori di scuola primaria e materna, che si dichiarano d’accordo con l’amministrazione. La ragione che porterebbe il Comune a trasferire i bambini a Villa Minozzo è la possibilità che in tutti i tre plessi comunali ci siano delle pluriclassi, ovvero l’unione di più classi a causa dell’esiguo numero di bambini, visto che gli iscritti alla prima elementare il prossimo settembre sono 12. I genitori d’accordo con il Comune per l’avvio di un’unica classe nel capoluogo hanno scritto una lettera con cui motivano la propria posizione. «Il nostro obiettivo – spiegano questi genitori – è di garantire ai nostri figli la migliore formazione scolastica possibile. Da anni i ministeri dell’istruzione, motivati da educatori professionisti, organizzano le classi, laddove è possibile, dividendo i bambini per età. L’insegnamento per i docenti è oggettivamente più agevole ed efficace se si evitano le pluriclassi. Con questa lettera non vogliamo fare polemica, però intendiamo fare riflettere su un argomento che ormai fa parlare da troppi mesi. Nel maggio 2016 il vicesindaco Sara Govi ha fatto promesse ben precise, garantendo la costituzione della monoclasse su Villa. Se questo non fosse stato possibile avrebbe assicurato il dirottamento dei bambini di Minozzo nel capoluogo. La pluriclasse infatti nasce per garantire l’istruzione a quei bambini che logisticamente hanno reali problemi di spostamento verso strutture scolastiche più adatte, come ad esempio avviene per il plesso di Case Bagatti, che raccoglie studenti provenienti da Civago, Gazzano e altre località molto distanti. Minozzo non può essere considerata una zona con queste problematiche, perché si tratta di una frazione raggiungibile comodamente anche attraverso una passeggiata».

I genitori si soffermano poi sull’identità della frazione, che non verrebbe meno a causa del trasferimento della scuola. «Non pensiamo che l’assenza della scuola elementare privi una frazione della propria identità – proseguono i genitori –. Basti pensare che paesi come Santonio o Sologno mantengono tradizioni e unità di paese nonostante gli abitanti siano costretti a fare qualche chilometro per portare i bambini a scuola. Una volta ogni paese era più autosufficiente, la gente studiava e lavorava nelle frazioni in cui abitava. Oggi, ad esempio, quanti minozzesi lavorano a Minozzo? Ben pochi: molti sono costretti a percorrere fino a 80 chilometri al giorno per raggiungere il posto di lavoro e qui si parla di perdita di identità paesana per voler spostare di 3 chilometri una scuola. Sarebbe fuori luogo. Per venire incontro alla volontà di tutti ci eravamo resi disponibili a portare tutti i bambini dell’asilo a Minozzo e quelli delle elementari a Villa. Proprio per dare dimostrazione di non voler a tutti i costi chiudere un servizio a Minozzo per potenziare quello di Villa – concludono i genitori – ma per migliorare un servizio e allo stesso tempo andare incontro  alle esigenze e alle idee delle frazioni. Attendiamo una chiara presa di posizione dell’amministrazione in merito all’argomento».

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