Gazzetta di Reggio

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Un Pellerossa contro la nuova sala slot

di Ambra Prati
Un Pellerossa contro la nuova sala slot

È nato un comitato contro il locale di prossima apertura a Ponte Enza. Coinvolto anche il sindaco. Stasera un’assemblea

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GATTATICO. E’ nato il Comitato Pellerossa di Ponte Enza, finalizzato ad opporsi alla sala slot di prossima apertura nella frazione di Gattatico. Il nuovo locale è stato allestito nel vasto spazio dove in precedenza sorgeva l’outlet di abbigliamento Taddei.

Il comitato ha avuto la genesi su Facebook, quando una ragazza residente ha fotografato l’insegna che già campeggia all’esterno del locale, che si chiama “American Slot h24”. La ragazza si è chiesta cosa fosse questa nuova iniziativa, e dal tam-tam sui social network è scaturita la preoccupazione dei residenti che ha poi portato a costituire il gruppo, capeggiato da Alberto Iotti, consigliere di minoranza di Sant’Ilario (per la lista civica di centrosinistra “Lavorare per Sant’Ilario”), nonché consigliere dell’Unione Val d’Enza, e da Franco Bassi, fondatore del circolo Arci Fuori Orario e del disciolto comitato “Tutelare Gattatico contro la fusione”, chiuso dopo la vittoria del fererendum. Il primo nucleo dell’associazione si è riunito 2 settimane fa alla presenza del sindaco di Gattatico, Gianni Maiola, e dell’assessore Federica Costi, che hanno dato la loro disponibilità a collaborare sul tema.

Oggi alle 21 si tiene una seconda riunione alla sala Arci di via Ponte, alla quale prenderanno parte Yuri Torri, consigliere regionale di Sel, e Flavia Neri, responsabile del Servizio tossicodipendenze Ausl Val d’Enza. «Gli abitanti sono preoccupati per questa nuova attività che aprirà a breve – spiega Iotti –. Scopo dei cittadini è unire le forze per impedire l’apertura della sala slot. Vogliamo sostenere i sindaci, che hanno pochi strumenti in questa battaglia di civiltà. Si parla tanto di dipendenza patologica dal gioco d’azzardo, ma si continuano ad aprire sale scommesse: sulla via Emilia ce n’è una a Calerno zona Bellarosa; una a Sant’Ilario zona piscina; sorgerà questa prima del ponte e ne esiste un’altra subito dopo il ponte, a San Prospero parmense, nel centro commerciale. Quattro sale nel giro di 3-4 chilometri. I profitti se li mettono in tasca i privati, ma i costi della ludopatia sono della collettività».

«C’è una proliferazione del gioco d’azzardo – concorda Gianni Maiola – e noi sindaci siamo impotenti, poiché l’autorizzazione la rilascia la questura. Al nostro Comune il privato ha presentato solo richiesta di destinazione d’uso, rilasciata perché è tutto in regola. Mesi fa noi primi cittadini abbiamo fatto un summit con il questore Isabella Fusiello, ma la legge nazionale non lascia spazio alle amministrazioni. Ad esempio, coinvolgendo il comandante della polizia municipale Val d’Enza, Cristina Caggiati, ho appreso che la municipale non può nemmeno elevare multe alle sale Vlt. Non è competente perché l’autorizzazione non è rilasciata dall’ente locale; l’unico corpo competente è la polizia».

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