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White List, un marchio per le ditte iscritte

White List, un marchio per le ditte iscritte

La proposta dell’assessore all’Urbanistica, Pratissoli, ieri alla riunione della Commissione legalità

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REGGIO EMILIA. Un «marchio di legalità» per le imprese del settore edile iscritte alla White List della provincia di Reggio Emilia. Lo prevede un protocollo presentato ieri sera in Commissione legalità dall’assessore comunale all’Urbanistica, Alex Pratissoli, che lo ha concordato con le associazioni datoriali di categoria, la Camera di commercio e la Provincia. «L’obiettivo – spiega l’assessore – è da un lato incentivare l’iscrizione delle imprese alle White List, dall’altro fare in modo che la legalità diventi per loro un valore aggiunto, traducendosi in opportunità di mercato e aumentando la competitività commerciale verso i cittadini».

Il marchio dovrebbe entrare in vigore dal 2017, mentre il numero ancora troppo esiguo di imprese iscritte nelle White List, continua Pratissoli, sconta il fatto che «secondo la legge solo alcune lavorazioni molto specifiche del comparto edilizio possono farne richiesta».

Peraltro, «da tempo le associazioni di categoria chiedono al governo che questa possibilità venga estesa a tutti i settori e sul tema è già stata presentata un’interrogazione parlamentare».

Intanto Provincia e Comuni reggiani stringono le maglie dei controlli sui tentativi di infiltrazione nell’edilizia privata. Lo fanno con un secondo strumento, anche questo illustrato in municipio, derivato dal protocollo legalità sottoscritto a novembre 2015 fra Comune di Reggio e Prefettura. Con l’atto si era estesa la richiesta di informazione antimafia per tutte le richieste di permesso di costruire con importo lavori superiore a 70.000 euro, al 20% delle Scia (le Segnalazioni di inizio attività) e a tutti gli atti di accordo e convenzioni urbanistiche. Ora arriva invece la costituzione di un ufficio associato gestito dalla Provincia a cui tutti i Comuni interessati a fare verifiche antimafia su una determinata ditta faranno riferimento. Sarà quindi solo il nuovo ufficio ad inoltrare la richiesta alla Prefettura, evitando di intasarne gli uffici con tante richieste fotocopia pervenute da diversi enti. Non solo: obiettivo finale dell’iniziativa è creare un’unica banca dati provinciale, utile per snellire i tempi nel monitoraggio delle richieste pervenute e le risposte rilasciate. L’ufficio associato avrà sede a Palazzo Allende e vi lavoreranno 4 dipendenti: due distaccati dal Comune di Reggio e due dalla Provincia. Sarà operativo non appena i consigli dei Comuni aderenti lo avranno approvato (oggi tocca al consiglio provinciale). L’iniziativa viene giudicata «lodevole» dai gruppi di opposizione in commissione, che a margine osservano però come i controlli previsti non siano estesi anche a quelle subappaltatrici. Da qui l’ipotesi di presentare in Sala del Tricolore un emendamento alla delibera di costituzione dell’ufficio unico.

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