Auto e furgone dati alle fiamme all’alba
I carabinieri indagano su un rogo doloso in via Gran Sasso d’Italia, il mezzo da lavoro è dell’impresa edile Panciroli
REGGIO EMILIA. Hanno dato alle fiamme un furgone e un’auto che erano parcheggiati nel cortile di un’abitazione privata di via Gran Sasso d’Italia 22 a Reggio, dove abita la famiglia Panciroli e dove si trova la sede legale dell’impresa edile Impac spa.
Il responsabile di questo gesto si è introdotto molto probabilmente in una villa attigua e ha raggiunto la parte di cortile dove erano parcheggiati una Fiat Punto e un furgone Renault Master. La parte anteriore dei due veicoli è stata distrutta e pertanto non sono più marcianti. Non è stato ancora chiarito in che modo sia stato appiccato l’incendio.
Ieri mattina i carabinieri sono intervenuti sul posto alle 6, nel quartiere Pappagnocca, su richiesta dei vigili del fuoco che erano arrivati da poco per spegnere le fiamme. La natura dolosa del rogo è subito apparsa chiara per la simultaneità dell’evento.
I carabinieri hanno ascoltato la famiglia Panciroli per capire se hanno sospetti su chi possa essere il responsabile e hanno aperto un’indagine, sulla quale non trapela nulla. Come sempre accade in questi casi, la segnalazione è stata girata d’ufficio alla Dda di Bologna.
L’amministratore unico della Impac è il 79enne Giulio Panciroli, mentre tra i soci figurano i due figli e un’altra persona. Il furgone è intestato all’azienda, mentre l’auto a un parente, estraneo all’azienda.
L’impresa è nota a Reggio ed è operante da molto tempo. Panciroli nel recente passato è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria, quella della lottizzazione di San Bartolomeo, considerata abusiva dalla procura.
Il costruttore nel 2012 è stato condannato, al termine di un processo con rito abbreviato, a 8 mesi, pena sospesa (la condanna è stata confermata anche in appello).
Panciroli all’epoca della vicenda era vicepresidente delle “Fonti di Maltide”, società costruttrice di una struttura alberghiera, che poi ha chiesto il concordato preventivo per fare fronte a 20 milioni di euro di debiti, ed era consigliere del Matilde di Canossa Golf Club.
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