Bis in tribunale per il pentito Giglio
Oggi comincerà a fare rivelazioni nel processo Aemilia e la difesa di Vertinelli vuole sentirlo sul sequestro dei beni
REGGIO EMILIA. Le rivelazioni del pentito Giuseppe Giglio potrebbero non essere solo al centro del maxi processo Aemilia – questa mattina inizierà a deporre, ma per motivi di sicurezza non in aula bensì in videoconferenza – perché ieri la sua testimonianza è stata richiesta dall’avvocato Alessio Fornaciari che assiste il 55enne Palmo Vertinelli nell’ambito dell’udienza sul maxi sequestro preventivo di beni che dal gennaio 2015 blocca beni per 10 milioni di euro riferibili all’imprenditore cutrese (che da tempo vive a Montecchio ma è in cella essendo finito nella “rete” dell’operazione antimafia del gennaio 2015).
La richiesta è in pratica la risposta del difensore al pm antimafia Beatrice Ronchi che nella scorsa udienza, chiedendo la sorveglianza speciale per Vertinelli, ne sottolineava la pericolosità mettendo sul piatto quanto rivelato proprio dal pentito Giglio nei 18 interrogatori affrontati (contestualmente ne sono stati depositati i verbali). Giglio avrebbe “dipinto” Vertinelli come un uomo importante per il clan Grande Aracri, capace di svilupparne affari ed influenze nell’area emiliana e non solo. Per la difesa le cose non stanno così e chiedono alla Corte (presieduta da Angela Baraldi, giudici a latere Antonella Pini Bentivoglio e Virgilio Notari) di poter interrogare il pentito di ’ndrangheta. Sempre l’avvocato Fornaciari ha chiesto di poter sentire anche i due periti di parte e un geometra che ha sempre lavorato per Vertinelli. Poi per un paio d’ore il difensore ha replicato alle argomentazioni del pm Ronchi, non solo sulla pericolosità del suo assistito (ritenendo non provato la sua appartenenza al clan Grande Aracri) ma anche sulla questione patrimoniale, rimarcando come sbagliato considerare solo i redditi di Vertinelli e non anche le sue società (il perito non le ha considerate, ritenendo inattendibili i bilanci per evidenti disordini contabili, ndr) il che smentirebbe la sperequazione rilevata dalla Dda. Nella scorsa udienza il pm aveva chiesto per Vertinelli la sorveglianza speciale nonché l’obbligo di residenza a Montecchio per 5 anni, oltre alla confisca totale del patrimonio.
Dopo tre intense ore a porte chiuse – in udienza è presente Vertinelli, guardato a vista dalla polizia penitenziaria – la Corte si è riservata, in soldoni i giudici hanno preso tempo sia sulle richieste di nuove testimonianze, sia se decretare o meno la confisca di quest’ingente patrimonio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
