Crisi Landi Renzo, il patron passa il timone al manager
Il cda nomina un nuovo direttore generale, Cristiano Musi, che diventerà poi amministratore delegato al posto di Stefano Landi e ristrutturerà l’azienda
CAVRIAGO. Svolta alla Landi Renzo: il patron Stefano Landi passa il timone dell’azienda di famiglia a un manager esterno. A fine anno non sarà più lui l’amministratore delegato, ruolo che passerà infatti nelle mani di Cristiano Musi, neo direttore generale della società a far data dal 12 dicembre 2016 il quale, subordinatamente alle necessarie delibere, diventerà ad mentre Stefano Landi rimarrà al suo posto nel ruolo di presidente del gruppo.
Un passaggio certamente sofferto ma quasi obbligato per Landi (attuale presidente della Camera di Commercio e della Pallacanestro Reggiana), deciso a recuperare smalto agli occhi degli azionisti e dei vari stakeholder preoccupati per l’ennesima flessione dei ricavi che nei primi 9 mesi sono passati a 131 milioni di euro con una perdita di gruppo di 17,8 milioni di euro e con una posizione finanziaria netta negativa per 87,1 milioni di euro rispetto a 78,3 milioni del 30 giugno 2016.
L’azienda leader mondiale nell’alimentazione a gpl e metano legata all’automotive, sta soffrendo i prezzi bassi e concorrenziali del petrolio, che erodono vendite e margini. Landi Renzo è inoltre quotata sul segmento Star del mercato Mta di Borsa Italiana dal giugno 2007, dove il titolo è sceso ai minimi, appena 30 centesimi per azione, contro un prezzo di collocamento 2007 a 4 euro per azione. Affidare la gestione a un manager specializzato in ristrutturazioni - che manterrà il ruolo di ad in Lampogas e Dulevo International, aziende che ha già rimesso in carreggiata - è quindi un segno di discontinuità forte, che guarda soprattutto al mercato.
Oltre ad aver approvato il resoconto al 30 settembre 2016, il cda di ieri ha nominato quindi Musi quale nuovo dg. «Il terzo trimestre del corrente esercizio conferma le difficoltà che il settore ed il nostro gruppo stanno affrontando - afferma Landi - Ciò ci impone di continuare con le azioni di recupero dell'efficienza economica e finanziaria che, seppur abbiano finora dato dei buoni risultati come dimostra l'incremento della marginalità anche a fronte di un calo del volume di affari, devono essere rafforzate. È in tale ottica che accogliamo Musi all'interno del gruppo con il ruolo di dg. Con la sua comprovata esperienza nell'esecuzione di piani di riorganizzazione e rilancio apporterà anche un contributo importante».
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