Iren, utili boom ma titolo a picco per "paura" di Trump
Nei primi nove mesi dell'anno l'utile netto è salito a 125 milioni di euro: le azioni della multiutility in calo giovedì del 8,9% visto lo scenario di incertezza
REGGIO EMILIA Bene nei bilanci, male nei listini. Il gruppo Iren migliora nel terzo trimestre le performance registrate nella prima parte del 2016. Al 30 settembre, l'utile netto di gruppo è salito del 26,3%, raggiungendo i 124,9 milioni di euro rispetto ai 98,8 milioni dello stesso periodo 2015. Un boom notevole: peccato, però, che a fine seduta in Borsa il titolo della multiutility partecipata dai comuni reggiani, abbia perso addirittura l’8,9%.
Un crollo record, effetto della vittoria elettorale negli Usa di Donald Trump, che si è abbattuta nuovamente sulle utility mandando ai minimi le quotate a Piazza Affari e in tutta Europa.
L’idea è che la politica di forti investimenti pubblici annunciata dal neo presidente americano spingerà l’inflazione e costringerà le banche centrali ad alzare i tassi, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari, uno scenario decisamente penalizzante per le utility che, per antonomasia, sono considerate la classe di azioni più simile ai bond per la certezza dei rendimenti garantita dai buoni dividendi.
Più in generale si vendono i titoli difensivi, quali appunto le utility, e si investe sui titoli più legati al ciclo come banche e costruzioni, che dovrebbero essere favoriti dalla politica keynesiana annunciata da Trump.
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