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«Poste cancella i servizi e non ci informa»

«Poste cancella i servizi e non ci informa»

Castelnovo Monti: la rabbia del sindaco per la soppressione dell’invio delle pubblicazioni del Comune

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CASTELNOVO MONTI. «Alle volte non è sulla partita per difendere i grandi servizi che non ci viene dato alcuno spazio di azione, ma su funzioni apparentemente meno importanti, che vengono soppresse senza che nemmeno veniamo informati».

Così il sindaco e presidente dell'Unione dei Comuni, Enrico Bini, si esprime dopo aver appreso l'interruzione di un servizio postale di cui diverse amministrazioni comunali usufruiscono abitualmente. «Nei giorni scorsi, peraltro dietro nostre richieste di informazioni e non attraverso comunicazioni formali di Poste Italiane, siamo venuti a sapere che per 900 comuni sul territorio nazionale è stato deciso di non rinnovare il servizio “Postazone Contact”: in pratica si tratta della possibilità di usufruire dell'invio senza indirizzario, per distribuire alle famiglie del territorio comunicazioni, volantini, o il periodico comunale». «In particolare per il nostro territorio era quest'ultima funzione di cui usufruivamo regolarmente, ed anzi il Comune aveva sottoscritto fino alla fine dell'anno il contratto per distribuire il “giornale” che produciamo con le informazioni su progetti in corso e futuri, servizi, iniziative» evidenzia.

Un disservizio che ora, anche a causa della sospensione improvvisa e non preannunciata, l'Amministrazione dovrà rimediare per altre strade. «L'unica alternativa che Poste Italiane è stata in grado di proporci è l'invio tramite indirizzario, che però avrebbe un costo esorbitante: abbiamo calcolato che ci costerebbe 2200 euro per ogni uscita. Al momento - spiega - ci troviamo con un nuovo numero del periodico pronto per essere distribuito, e anzi chiediamo scusa ai cittadini se la distribuzione subirà un ritardo: stiamo sondando la disponibilità di associazioni di volontariato o società private per effettuare la distribuzione, ma è già sicuro che non potrà essere precisa e capillare come il servizio che forniva Poste Italiane, i cui portalettere arrivano anche nelle frazioni e borgate più piccole». «Lasceremo un maggior numero di copie del periodico in biblioteca e in municipio così che chi non lo ricevesse potrà prenderlo passando per gli uffici. Abbiamo comunque interpellato l'Anci perché si faccia portavoce di questo disagio, per capire su quale base si sia scelto di discriminare 900 Comuni, e se Poste Italiane sia intenzionata a fornire nel futuro un servizio paragonabile a quello che è stato attualmente sospeso» conclude.

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