Gazzetta di Reggio

Reggio

vetto

Prima del film sull’eccidio di Legoreccio

Prima del film sull’eccidio di Legoreccio

VETTO. Un violino disperso nella nebbia della seconda guerra mondiale e dei tanti fatti di sangue che hanno segnato la montagna reggiana in quegli anni. Questa sera a Vetto, alle 20.30 alla sala...

2 MINUTI DI LETTURA





VETTO. Un violino disperso nella nebbia della seconda guerra mondiale e dei tanti fatti di sangue che hanno segnato la montagna reggiana in quegli anni.

Questa sera a Vetto, alle 20.30 alla sala polivalente comunale di viale Italia 2, verrà proiettato in prima assoluta il documentario “Un violino nella nebbia”, realizzato dalla regista Silvia Degani e ispirato all’eccidio di Legoreccio, il massacro avvenuto il 17 novembre 1944 nella frazione vettese. Quella sera nazisti e fascisti sorpresero una squadra di partigiani nascosti in un casolare, 24 ragazzi del distaccamento Cervi delle brigate Garibaldi. Dopo un violento assedio i resistenti vennero convinti alla resa dalla promessa di essere risparmiati, ma secondo i testimoni l’insistenza dei fascisti italiani della famigerata “scuola antiribelli” di Ciano portò alla fucilazione di tutti i prigionieri, alla morte di 24 persone. Durante la battaglia venne distrutto anche un violino, un Marconcini del vettese Renzo Boni, che i partigiani avevano chiesto in prestito per passare una serata in musica. Da questa perdita parte il documentario, con l’intento di ricostruire la storia del violino ma soprattutto di una terra e dei suoi abitanti. Lo fa con riprese ambientate nelle borgate di Legoreccio, Roncovetro, Rosano, e nel laboratorio del liutaio Arturo Virgoletti a Monchio delle Olle, sul versante di Parma dell’Enza. Il vettese è stato uno dei territori reggiani maggiormente segnati dalla guerra, con tanti momenti di violenza fra italiani schierati su fronti opposti, chi con la Repubblica Sociale mussoliniana alleata di Hitler, chi con la Resistenza nata nei mesi dopo l’armistizio. “Il violino nella nebbia” è stato scritto dalla Degani assieme a due grandi appassionati di storia della montagna reggiana, l’insegnante Ermanno Beretti e lo psichiatra Benedetto Valdesalici. Contiene le musiche realizzate da un violinista d’eccezione, il villaminozzese Ezio Bonicelli, ex componente degli Ustmamò e oggi docente di musica. Nel film compaiono diversi ricercatori e testimoni dei giorni di Legoreccio, fra cui Ermanno Beretti, Claudio Beretti, Renzo Costetti, Amelia Ferri, Giovanni Garofani, Arturo Virgoletti. (adr.ar)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google