Così le prime donne al voto si raccontano 70 anni dopo
GUASTALLA. Domani alle 17.30, a conclusione del ciclo “1946-2016: Voto alle donne”, nella sala dellAntico Portico di palazzo Ducale verranno proiettate le video-interviste alle prime elettrici del...
GUASTALLA. Domani alle 17.30, a conclusione del ciclo “1946-2016: Voto alle donne”, nella sala dellAntico Portico di palazzo Ducale verranno proiettate le video-interviste alle prime elettrici del paese, accompagnate da letture di testimonianze dell’epoca.
Durante l’appuntamento interverranno il sindaco di Guastalla, Camilla Verona, l’assessore alla Cultura Gloria Negri e la presidente della Commissione per la parità e i diritti delle persone della Regione Emilia Romagna, Roberta Mori.
È stata proprio l’assessore alla Cultura, Gloria Negri, insieme a Giovanna Soresina e Marta Ruozzi a intervistare alcune donne di Guastalla e dintorni che hanno votato per la prima volta nel 1946 oltre ad alcune ragazze tra i 20 e i 30 anni che hanno votato per la prima volta nel 2006/2008.
Le video-testimonianze sono di Vittoria Binacchi, Olinda Canova, Annunciata Pazzi, Adele Miglioli, Iolanda Acerbi, Giuseppe Amadei, Alessia Castellini, Alessandra Medici, Marianna Monticelli, Guenda Gandolfini, Alice Mora, Francesca Tagliavini. Le riprese e il monaggio sono di Rita Conti.Letture e documenti dell’epoca a cura di Federico Fioresi, Lorena Musiani e Fiorello Tagliavini.
«Assieme ai ricordi sulla Guastalla del primo dopoguerra – spiega l'assessore Negri - sottolineati anche da brevi flash del capolista delle prime elezioni comunali Giuseppe Amadei, escono le immagini di donne reggiane, dei loro sogni e delle loro fatiche. Da qui il parallelo con le ragazze di oggi, i loro sogni, la loro consapevolezza e le loro speranze. Da un quadro sincero, spontaneo, senza alcuna tesi preordinata, occasione per riflettere su cosa è cambiato e sulla strada che ancora deve essere fatta rispetto ai diritti delle donne». «Si tratta di un documento necessario per dare vita alla memoria e risvegliarla come parte di tutti noi - conclude - Molto è cambiato, ma abbastanza per abbassare la guardia?». (m.p.)
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