Il Pd sulla Salsi «Dimissioni slegate dal caso voucher»
CAVRIAGO. «La proposta della segretaria Stefania Salsi non è stata accolta dal direttivo Pd, che le ha comunque rinnovato la fiducia invitandola a procedere con la creazione di una nuova segreteria....
CAVRIAGO. «La proposta della segretaria Stefania Salsi non è stata accolta dal direttivo Pd, che le ha comunque rinnovato la fiducia invitandola a procedere con la creazione di una nuova segreteria. La mattinata successiva sono arrivate le dimissioni di Salsi». Con un comunicato ufficiale il circolo Pd di Cavriago – a firma Francesca Bedogni, Paolo Immovilli, Marco Ottolini, Ersilia Visci, Paola Salsi, Cinzia Terenziani, Paolo Mantovi, Vincenzo Del Monte, Gina Maioli – ieri ha respinto al mittente le accuse dell’ex segretaria Pd, dimessasi dall’incarico per «un clima di intolleranza del tipo o con me o contro di me». Soprattutto, il circolo Pd ha rifiutato la lettura di Andrea Bonacini (firmatario assieme a Salsi e Benati del testo anti-voucher e già dimessosi), che aveva parlato di «aggressione verbale» nei confronti della Salsi, quest’ultima da due giorni irraggiungibile al telefono. Una ricostruzione che, secondo il circolo Pd, conterrebbe diverse inesattezze.
«Ciò non stupisce, se a fare il resoconto di quanto accaduto durante la riunione è Andrea Bonacini, che non era presente», scrivono. Il partito cavriaghese dipinge una seduta lontana dalla resa dei conti: «La proposta portata dalla segretaria Stefania Salsi di non fare una segreteria ma trasformare il direttivo di 23 persone in segreteria, semplicemente non era in linea con quanto concordato e votato all’unanimità alla presenza del segretario provinciale Andrea Costa il 19 ottobre. L’esecutivo, come indicato dallo stesso statuto del Pd, non è il direttivo».
I democratici ammettono che è stato un «direttivo non facile, certo!» all’insegna di «momenti di tensione», ma le dimissioni di Salsi non hanno «nulla a che vedere con la questione voucher» e quindi «si smetta di strumentalizzare questa vicenda, tutta cavriaghese, per scopi che non attengono minimamente al bene di questa comunità».
Il sindaco Paolo Burani si trincera dietro un no-comment: «Non è questione amministrativa, ma del circolo, non confondiamo i piani». Anche Costa si affretta a ribadire: «La vicenda dei voucher non c’entra, credo sia un problema di clima complessivo che sembrava recuperato. Devo parlare con le parti per capire».
L’interrogativo principale, ora, è questo: quali saranno gli step successivi, visto che il Pd di Cavriago, per eleggere un nuovo segretario, dovrà andare al congresso in anticipo? «Sempre che Salsi non ci ripensi – mette le mani avanti Raffaele Leoni, presidente della Commissione di garanzia Pd di Reggio, destinatario assieme a Costa della missiva della dimissionaria –. Per me è una sorpresa, i congressi erano previsti a novembre 2017. Spetta al direttivo di Cavriago, d’intesa con la Commissione, convocare l’assemblea congressuale; procedere immediatamente non è necessario, potrebbe essere designato un reggente». Sulla tempistica, Leoni è vago. «Ma dubito prima del referendum».
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