Nella notte spuntano manifesti ironici sui tre sindaci “bocciati” sulla fusione
SANT’ILARIO. Ridda di telefonate, di commenti su Facebook, di interrogativi sulla bocca di tutti: è quanto ha causato una serie di manifesti opera di mano ignota – ritraenti i tre sindaci Marcello...
SANT’ILARIO. Ridda di telefonate, di commenti su Facebook, di interrogativi sulla bocca di tutti: è quanto ha causato una serie di manifesti opera di mano ignota – ritraenti i tre sindaci Marcello Moretti, Paolo Cervi e Gianni Maiola “risucchiati” in un pentolone di liquido verde con la scritta “fusi” – che sono apparsi ieri mattina a Sant’Ilario (davanti al Famila, al Forum e a Calerno vicino alle Poste), a Campegine (nella piazza di fianco al municipio) e a Praticello (all’ex Conad e a Taneto). I manifesti sono anonimi (non viene riportato il nome del committente, come prevede la legge) e alcuni sono stati affissi negli spazi elettorali, oltre che in quelli pubblicitari, con il rischio, per l’autore o gli autori, di beccarsi una sanzione amministrativa per affissioni non autorizzate.
Uno dei primi a intervenire, su Facebook, è stato Alberto Iotti, consigliere comunale di minoranza a Sant’Ilario e nel comitato per il sì alla fusione Unione Civica: «La vignetta a me piace perché è divertente, si tratta di una sana presa in giro; l’unico problema è che è stata affissa in spazi impropri, nelle plance riservate ai partiti e al referendum costituzionale. Spazi elettorali che devono sottostare a regole ben precise». «Condivido – gli fa eco sui social network Franco Bassi –. Poi l’ironia è molto più adatta a queste pagine che non a manifesti per strada, dove fraintendere è molto più facile». Svariati i commenti su Facebook, tra cui: «Ma il brodo verde è una firma?»; «Potrebbe essere un depistaggio». Guido Giannetto, ex assessore provinciale: «La genialità e la bellezza delle idee sopravanza la normalità e la banalità delle regole. Quello che nel mondo crea le nuove realtà è sempre stato l'impossibile». I comitati per il no alla fusione hanno subito precisato di essere estranei. Tutelare Gattatico si è sciolto martedì durante una cena in un ristorante di Campegine cui hanno partecipato 110 attivisti, mentre Rinascita Campeginese vigilerà fino alla dichiarazione ufficiale della Regione. «Rinascita Campeginese è estranea alla realizzazione del cartellone e della sua affissione – dice Germano Artioli di Rinascita –. La campagna referendaria è conclusa e i cittadini hanno fatto la loro scelta; infierire su chi la pensava diversamente non avrebbe senso. Ho chiamato anche il sindaco Cervi per chiarire. Tra l’altro, il responsabile dei manifesti, chiunque sia, ha impiegato un notevole dispiego di energia e di denaro. E mi sembra strano ipotizzare la mano della Lega, unica forza politica contraria alla fusione». «Anche noi abbiamo telefonato al sindaco Maiola per dissociarci – dice Paolo Frattini di Tutelare Gattatico – dal municipio fanno sapere che è ancora da stabilire l’assegnazione degli spazi elettorali. In ogni caso quei manifesti, per di più anonimi, non dovrebbero trovarsi lì».
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