Reggio Emilia, scippatore inseguito dai cittadini lascia il “bottino”
La donna aggredita: «Reggiani fantastici, mi hanno aiutata tutti e ho anche riavuto subito la mia borsetta»
REGGIO EMILIA. E’ stata scippata della borsetta alle 20, mentre andava al ristorante a raggiungere gli amici. Per fortuna alle grida della vittima si è scatenata una gara di solidarietà, con l’intervento di diversi passanti, tra i quali un automobilista che si è gettato all’inseguimento del malvivente in bici ed è riuscito a farsi restituire il maltolto. La peculiarità dell’ennesimo scippo – verificatosi all’indomani dell’appello del questore sulla sicurezza dei quartieri cittadini – è che, come afferma l’interessata, si tratta di una storia a lieto fine, «una piccola storia di belle persone che vivono nella nostra città».
I fatti risalgono a giovedì scorso, quando Cecilia Benaglia, 40 anni, guastallese – giornalista professionista, titolare di un ufficio stampa a Parma nonché figlia dell’ex sindaco Giorgio – a Reggio per una serata con amici, parcheggia in via Tiepolo, laterale di viale Monte Grappa («come sempre quando vado in centro a quell’ora») vicino al negozio Sport Service, ad appena 30 metri dal locale di destinazione. Cecilia scende, manda un messaggio agli amici («sono arrivata, ci vediamo dentro al ristorante»), infila il cellulare in tasca, attraversa la strada con la borsa e cammina sul marciapiede. «Fatti pochi metri, incrocio un ragazzo in bicicletta: mi strappa la borsetta, torcendomi il braccio. Tiro per pochi secondi, mi fanno male il braccio e la spalla, mollo la presa. Urlo: “prendetelo, fermatelo, mi ha rubato la borsetta”. Scalcio via le scarpe (ho i tacchi), provo a inseguirlo, continuo a gridare».
Accade tutto in pochi secondi, ed è in questo frangente che tanti passanti si mobilitano. «Un uomo distinto capisce al volo cosa sta accadendo, cerca di afferrare il manubrio della bici, ma il malvivente sterza e fugge via. Una signora scende da casa in pigiama per chiedere come sto. E poi un ragazzo che ha appena parcheggiato risale in auto di corsa, parte sgommando, lo insegue. Si avvicina un altro signore, mi chiede: dove sono le tue scarpe? Laggiù, non so. Siediti un attimo, mi dice». Mentre Cecilia viene accudita dai presenti, «ecco che ritorna il ragazzo con la jeep nera: scende insieme alla ragazza, sorride, ha la mia borsetta in mano. Ha ancora la cerniera chiusa, non manca nulla». Lo stesso automobilista racconta di aver inseguito il ladro ciclista in un vicolo, andando contromano, e di avergli tagliato la strada stringendolo contro il muro; il malvivente, sentendosi braccato, ha gettato la borsa sul cofano ed è scappato. «Sono convinta che non avrei mai più rivisto la borsa, invece è intatta: 100 euro in contanti, documenti, carte di credito, chiavi di casa e dell’auto – prosegue Cecilia –. Abbraccio l’automobilista, abbraccio la ragazza. Un signore mi recupera le scarpe, mi tranquilizza, mi accompagna fino al locale». Uno dei passanti ha lanciato l’allerta alla polizia. Gli agenti si sono presentati mezz’ora dopo nel locale, per raccogliere la denuncia e la descrizione dello scippatore: «Giovane, con berretto in testa, giacca e pantaloni scuri. Non l’ho visto in viso ma la mano era di carnagione chiara. Quella mano l’ho sognata nella notte».
Cecilia ci tiene però a sottolineare l’aspetto positivo della vicenda. «Non mi interessa spendere parole sull’autore del reato, che si commenta da sé. Né mi interessa fare polemica sulla sicurezza, è ovvio che la sicurezza non esiste. Ma esistono persone che non si voltano dall’altra parte se sentono una donna gridare aiuto. Ed è giusto che si sappia. Non so quale sia il nome del conducente ma è stato magnifico, così come gli altri. Grazie, grazie ancora, grazie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
