L’appello da Gavassa «No a passi indietro sul porta a porta»
REGGIO EMILIA. “No a passi indietro sul porta a porta integrale”. Questo il messaggio contenuto in una lettera aperta inviata al sindaco Luca Vecchi e all’assessore Mirko Tutino firmata da oltre...
REGGIO EMILIA. “No a passi indietro sul porta a porta integrale”. Questo il messaggio contenuto in una lettera aperta inviata al sindaco Luca Vecchi e all’assessore Mirko Tutino firmata da oltre cento cittadini di Gavassa: una raccolta firme che continua e verrà estesa anche ad altri quartieri con il porta a porta integrale.
«Nel 2007 - si legge nella lettera - Gavassa si assunse la responsabilità di un progetto ambizioso, e mentre la politica stava alla finestra, il progetto allora sperimentale andava in porto diventando un modello esportato poi in mezza Italia e osannato da quegli stessi politici che lo guardavano con sospetto. Nessuna sindrome di Nimby. Quante promesse disattese però. La tariffa puntale e i conseguenti controlli sono rimasti una mera utopia e la nave ha continuato a navigare a vista senza sapere ne come ne dove andare». «Oggi - scrivono i cittadini di Gavassa - siamo addirittura arrivati a chiedere a quegli stessi cittadini di fare un passo indietro e di caricare in auto il vetro per portarlo alla campana stradale. Certamente il costo del porta a porta spinto è in parte superiore rispetto a quello a cassonetti, ma i maggiori costi sostenuti si annullano se la qualità delle 5 frazioni differenziate è eccelsa. Siamo certi che ci sarà anche chi esulterà dicendo che il porta a porta è fallito, perché così sarà se le cosa andranno avanti come previsto».
Premesso che «nessuno ha la sfera magica», viene sottolineato che «Gavassa ha iniziato nel 2007 come cavia la raccolta del porta a porta spinta e non ha nessuna intenzione di fare passi indietro anzi, attende ormai dal 2009 la tariffa puntuale e incentivi per tutti coloro che hanno creduto e credono in questo progetto. Teniamo presente che dal 1° gennaio 2017 l'Europa ci chiederà di sbandierare meno percentuali di ipotetica differenziata ma di andare sul concreto, indicando quanto, del materiali raccolto, va veramente al riciclo».
E per finire: «Di fronte a queste nuove scelte prospettate, cambio delle modalità di raccolta, nuovo impianto di compostaggio-biogas a Gavassa ecc. ecc. ci attendiamo di essere parte attiva del processo decisionale. In questi mesi si è avviato un processo di condivisione per tante cose interessanti, ciclabili, piantumazione del verde... e non è accettabile imparare dagli organi di stampa che i progetti che gravano su Gavassa sono ben altri».
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