Cibo ai poveri se i bimbi non lo mangiano
Parte da oggi il progetto di recupero degli scarti alimentari, sei le scuole di primo grado coinvolte
REGGIO EMILIA. La legge contro lo spreco alimentare è già realtà a Reggio Emilia. Grazie a un accordo tra il Comune, l'Ausl, la Cir-food e la parrocchia del Buon Pastore, le disposizioni relative alla donazione e distribuzione delle rimanenze di prodotti alimentari approvate lo scorso agosto dal Governo verranno messe in pratica a partire da oggi, permettendo il recupero delle eccedenze di cibo che non viene consumato nelle mense scolastiche.
«A soli due mesi dall'entrata in vigore della legge 166 riguardante il recupero delle eccedenze alimentari – spiega l'assessore all'Educazione Raffaella Curioni – il nostro Comune lancia un'importante sperimentazione che affronta il tema dello spreco nella ristorazione collettiva, partendo dalle scuole, il luogo più idoneo, direi decisivo, per sottolineare che questa operazione mette al centro questioni formative rilevanti e strategiche quali l'educazione alla sostenibilità e alla solidarietà».
Con le eccedenze recuperate, prosegue la Curioni, «sosterremo infatti un punto di distribuzione di pasti per famiglie in difficoltà, nella parrocchia del buon pastore in città». Come abitudine, conclude, «non affrontiamo le sfide da soli, ma, anche in questa occasione, abbiamo costruito relazioni e attenzioni importanti intorno a questo tema. Penso in particolare al mondo del volontariato e delle parrocchie, all'azienda sanitaria e agli operatori economici della ristorazione. Con loro abbiamo condiviso settimane di lavoro per arrivare oggi a sottoscrivere un protocollo importante e innovativo, fra i primi in Italia su questo tema»
Le scuole coinvolte nell'iniziativa di solidarietà e di lotta agli sprechi alimentari sono gli istituti di primo grado Bergonzi, Calvino, don Milani, King, Pezzani e San Giovanni Bosco. Gli alimenti non consumati saranno ritirati dai volontari della parrocchia buon pastore per essere messi a disposizione di persone in stato di difficoltà o indigenza che si rivolgeranno al centro di distribuzione organizzato presso i locali della stessa parrocchia.
Il cibo, ancora salubre e quindi pienamente edibile, vivrà quindi di una seconda vita perché, refrigerato e stoccato, sarà ceduto gratuitamente a cittadini bisognosi di un pasto. Il progetto parte in via sperimentale dal oggi fino al 23 dicembre, per un totale di 33 giorni che saranno utili per stilare un primo bilancio e valutarne sia il proseguimento che un’eventuale estensione.
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