E adesso luce in piazza Martiri del 7 Luglio
L'apertura di piazza della Vittoria e la nuova illuminazione non hanno ancora risolto, contrariamente a quanto sperava l'amministrazione, il buio perenne della vicina piazza Martiri
REGGIO EMILIA. Bella, moderna, minimalista... poco reggiana. Certo, è presto per giudicare e credo sia sbagliato farsi soltanto prendere dalla nostalgia. Il cambiamento rispetto al passato è tale, e così rivoluzionario, che ci vorrà del tempo per abituarsi al nuovo colpo d’occhio, a quell’enorme spazio bianco che si è aperto tra i due storici teatri reggiani dopo la chiusura del “cantiere senza fine” e l’inaugurazione della nuova piazza della Vittoria.
Noi reggiani, un po’ abitudinari e poco avvezzi ai cambiamenti, facciamo fatica a digerire quel pavimento bianco che, visto di notte, sembra un’enorme pista da pattinaggio, quella “colata di cemento” che ci fa rimpiangere i cedri del libano, le cui radici sollevavano l’asfalto della vecchia piazza.
Gli stessi “platani d’oro”, collocati sull’altro lato dell’isolato San Rocco dopo il rifacimento di piazza Martiri del 7 Luglio, sarebbero già di sollievo, se ne fosse stata prevista una bella fila anche in piazza della Vittoria, sul lato lungo dell’edificio.
E che dire, allora, se vogliamo essere nostalgici, degli autobus che ti scaricavano davanti al Punto Moda, o delle auto parcheggiate su quattro file, proprio davanti al monumento ai caduti o della vecchia e amata fontana del Valli, con l’acqua stagnante, i pesci rossi e il muschio sulla roccia.
Possiamo essere nostalgici, guardarci indietro e rimpiangere quello che non c’è più ma è innegabile che, dopo questa lunga chiusura, sia stata restituita ai reggiani una piazza vera (e non un parcheggio selvaggio), e che il lavoro fatto – che può piacere o meno, essere apprezzato o criticato – sia bello e dia un aspetto nuovo e da valorizzare al cuore della città.
Non è più quella piazza della Vittoria vissuta per decenni dai reggiani, che si sentono spaesati davanti a tanto spazio, ma quando ci saremo abituati potremo apprezzare il cambiamento e, magari, applaudire al lavoro svolto in questi anni, caratterizzati da polemiche e critiche, spesso giustificate.
Piazza della Vittoria è anche ben illuminata, seppur con una luce che di certo non scalda il cuore.
Una luce che non sconfigge il buio della comunicante piazza Martiri del 7 Luglio, che resta in preda alle tenebre e al senso di insicurezza di chi l’attraversa.
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