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I genitori di Carletto, morto a due anni, tornano al Sud

di Serena Arbizzi
I genitori di Carletto, morto a due anni, tornano al Sud

San Martino in Rio, Giusy Cataldo e Antonio Russo lasciano il Reggiano: «Apriremo una locanda che avrà il suo nome e venderemo specialità emiliane. Ma chiediamo la verità per nostro figlio»

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SAN MARTINO IN RIO. «Abbiamo deciso di cambiare vita dopo tanti anni trascorsi in Emilia: abbiamo bisogno di ricominciare, per i nostri figli, per noi, dopo quello che è successo a Carletto».

Giusy Cataldo e Antonio Russo, genitori di Carlo, il bambino morto nel 2015 a soli 2 anni dopo avere ingerito una dose di brillantante nel bar gestito dai genitori, hanno deciso di ritornare al Sud, dopo quasi 15 anni trascorsi in Emilia. La decisione della famiglia Russo è scaturita ad oltre un anno di distanza dalla tragedia che li ha colpiti.

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Giusy e Antonio ritorneranno a Salerno e apriranno un locale dedicato a Carletto, dove proporranno salumi e tigelle, per fare conoscere le tipicità enogastronomiche locali anche nella loro terra.

«Vogliamo portare un po’ di Emilia al Sud, dove siamo nati – raccontano Giusy e Antonio Russo –. Non ce la facevamo più a rimanere a San Martino in Rio. Abbiamo venduto il bar, e con il ricavato abbiamo deciso di aprire una nuova attività. Si chiamerà “La locanda di Carlo”, e l’obiettivo è quello di fare conoscere la bontà dei prodotti emiliani, come vino, salumi e tigelle anche al Sud, certi che verranno apprezzati. Andiamo vicino al mare, era diventato tutto troppo pesante a San Martino in Rio. Abbiamo bisogno di una rinascita, per noi due e per i nostri figli».

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La coppia, oltre a Carletto, ha altri due figli, Thomas di 10 anni e Ciro di 11.

«Dopo avere amato per tanti anni questa terra, mi sono sentita tradita, abbandonata e messa in ginocchio – continua Giusy –. Porterò sempre nel mio cuore l’Emilia della mia vita, ma devo dire grazie a poche persone se siamo ritornati alla luce…».

Antonio e Giusy lanciano un appello affinché quello che è successo al piccolo Carletto non venga dimenticato. A più riprese i coniugi Russo hanno sottolineato di non rinunciare a volere giustizia, anche per capire che cosa sia effettivamente successo.

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«Abbiamo chiesto l’incidente probatorio, ma non è stato fatto – aggiunge Giusy –. Noi andremo avanti, speravamo di avere in questi mesi qualche riscontro da parte dell’ospedale. Ma non è cambiato nulla. Così, a febbraio, partiremo con le cause. Non ci arrendiamo. Chiediamo la verità per il nostro piccolo Carlo, perché non si può morire così piccoli. Lui è sempre con noi e ci veglierà anche nella nostra nuova avventura che inizieremo nel suo nome».

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In tanti hanno voluto esprimere affetto alla famiglia Russo, una volta appreso della partenza per Salerno. La tragedia di Carletto lo scorso anno ha suscitato profondo dolore.

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