Devastato il Consorzio del Reggiano
Tre ladri hanno forzato la cassaforte rubando 10mila euro. Non contenti hanno messo a soqquadro l’intera struttura
REGGIO EMILIA. Ancora un colpo ai danni dell’industria nostrana del Parmigiano Reggiano. A essere colpita, questa volta, non è stato un caseificio ma la sede amministrativa del Consorzio del formaggio in via Kennedy.
E a essere rubate non sono state le solite, costose e pregiate forme di Parmigiano Reggiano ma i contanti custoditi in una piccola cassaforte all’interno della struttura.
Tuttavia, nella notte fra domenica e ieri, i ladri (almeno tre quelli visti grazie alle telecamere di videosorveglianza) non si sono limitati a scardinare la serratura ma hanno anche messo a soqquadro l’intero edificio. Uffici, sale d’aspetto, sgabuzzini: ogni angolo è stato rovistato da cima a fondo alla ricerca di qualcosa di valore. Ad accorgersi della devastazione lasciata dai malviventi è stato il personale che si occupa delle pulizie che, di primo mattino, è entrato nella sede. Trovandosi davanti un panorama irriconoscibile.
A raccontare tutto, qualche ora dopo, è il direttore della struttura, Riccardo Deserti: «La ditta delle pulizie poco prima delle sei del mattino si è accorta entrando che era tutto sottosopra. Così ha segnalato a noi e alla sorveglianza che durante la notte era evidentemente accaduto qualcosa».
Una volta giunti sul posto, i responsabili del Consorzio si sono accorti che, oltre ai danni praticamente in ogni sala del palazzo, era anche stata forzata la cassaforte. «Abbiamo una piccola cassaforte cementata a muro – prosegue Deserti – dove di solito teniamo del contante che usiamo per svolgere le operazioni di routine. I ladri, grazie a un piede di porco e a un flessibile che poi, forse per la fretta, hanno lasciato sul posto, l’hanno forzata e ne hanno divelto la porta».
Il bottino all’interno era cospicuo, circa 10mila euro ancora in corso di quantificazione precisa, ma evidentemente per i ladri non era abbastanza. E così si sono messi a rovistare in ogni angolo del Consorzio.
«Quello che abbiamo pensato – continua il direttore – è che stessero cercando qualcosa di valore. Forse erano convinti che custodissimo chissà quali cose preziose ma si sbagliano. Siamo una sede amministrativa e oltre a quello che era custodito nella cassaforte non avevamo altro contante. Hanno lasciato anche computer e attrezzature elettroniche, evidentemente volevano solo cose facilmente trasportabili».
Sulla vicenda stanno ora indagando i carabinieri di Reggio Emilia, anche se resta un mistero come i criminali siano potuti entrare e uscire dalla struttura: «Non abbiamo trovato particolari segni di effrazione. Le telecamere le abbiamo ma, così come l’allarme, sono esterne a protezione degli impianti fotovoltaici. Quello che è successo è un brutto segno, dimostra come sia diffusa la microcriminalità a Reggio».
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