Gazzetta di Reggio

Reggio

Eternit a processo per la morte di un operaio

Eternit a processo per la morte di un operaio

Rubiera: alla sbarra l’ex amministratore Giannitrapani. Il lavoratore ucciso da un mesotelioma

2 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. Dorando Cottafava è morto nel 2007 a causa di un mesotelioma. È una delle vittime dei veleni respirati nella fabbrica dell’Eternit a Rubiera, che torna nell’occhio del ciclone giudiziario in seguito al fascicolo per omicidio colposo ora trasformatosi in un processo che si sta celebrando a Reggio, dove l’imputato per il grave reato è Luigi Giannitrapani, oggi 83enne, ex amministratore delegato dell’azienda dal 1980 al 1983. Questo infatti il periodo “incriminato” a cavallo del quale il dipendente della Eternit avrebbe subito gli effetti delle sostanze respirate. Qui Dorando Cottafava era addetto alla movimentazione dei sacchi d’amianto.

Subito dopo la morte l’Ausl stilò un rapporto consegnato poi alla procura che ravvisò una notizia di reato giunta ora al procedimento penale davanti al tribunale in composizione monocratica, presieduto dal giudice Andrea Rat. Secondo le accuse portate dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, all’epoca dei fatti sarebbero state molte le mancanze da parte dell’azienda nei confronti dei lavoratori e a svantaggio della loro condizione di salute. Vengono contestati infatti la mancanza di aspirazioni sul luogo di lavoro, la mancata fornitura di dispostivi per la protezione individuale come le mascherine o indumenti idonei, così come la carenza di informazioni sui rischi e sulle protezioni da adottare e sull’omesso controllo sulle stesse.

Al processo non ci sono parti civili. La famiglia Cottafava, davanti al giudice del Lavoro, è già stata risarcita dall’azienda dopo la morte dell’operaio. Il Comune di Rubiera, da sempre vicino alle famiglie delle vittime, segue la vicenda.

L’avvocato Riccò, legale dell’amministrazione rubierese, era presente ieri tra il pubblico durante il processo contro Giannitrapani, difeso dagli avvocati Nicoletta e Andrea Garaventa del foro di Genova, luogo di residenza dell’ex manager.

Dopo vari testi, ieri è stato sentito Fabrizio Longone, ex capo del personale in Eternit al 1979 al 1986 che ha affermato che le analisi avevano rilevato fibre d’amianto più verso Reggio che nello stabilimento, portato dai camion tramite i ferodi che rilasciavano i residui lungo la strada. Il giudice ha disposto un rinvio al 23 novembre e una perizia medica per accertare che la morte di Cottafava sia stata causata da mesotelioma. (e.l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google