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Guerra del Savurett «Quel disciplinare non è affatto chiaro»

di Adriano Arati
Guerra del Savurett «Quel disciplinare non è affatto chiaro»

Carpineti: attacco della produttrice Sara Laberenti Sotto accusa anche la festa di Marola: «Mi hanno esclusa»

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CARPINETI. Nel periodo autunnale, uno dei prodotti gastronomici che più emergono in montagna è senza dubbio il savurett, la confettura ottenuta dalla lunga bollitura di pere e mele, usata per dolci e condimenti, tipica del carpinetano. Un piccolo classico che però in questi mesi crea anche parecchie tensioni, legate non alla tavola, ma all’uso e alla valorizzazione del marchio e del prodotto stesso.

A sollevare la questione è una delle principali produttrici, Sara Laberenti titolare dell’azienda agricola Varo di Valestra, che in questi anni ha cercato Pere Spaler del territorio, necessarie al savurett, per valorizzare il prodotto Carpinetano. Fino al 2013 la “Festa del savurett” si è svolta a Carpineti, dal 2014 con la nuova amministrazione, è stata inserita nella “Festa della Castagna” a Marola.

«Ho partecipato con il mio stand all’edizione del 2014, nelle edizioni successive ho deciso di non partecipare perché mi sono sentita esclusa dalla preparazione e dalla condivisione del progetto. Quest’anno sono andata come cittadina alla giornata della festa dedicata al Savurett, visto che nel programma si parlava di iniziative specifiche» racconta. «Con mio grande rammarico allo stand dedicato al Savurett, oltre alla vendita per beneficenza di ricotta e Savurett cotto sul posto, si poteva acquistare il Savurett di un’azienda agricola produttrice, con il titolare che si occupava delle vendite e l’assessore alla Cultura del Comune, Monica Comastri, al lavoro nello stand. Ho chiesto spiegazioni all’assessore, in quanto anch’io sono produttrice e credo di aver diritto a partecipare all’iniziativa. L’assessore mi ha risposto che quello che ha fatto, lo ha fatto per il bene del paese, che ero andata a Marola a rovinare la loro festa, mentre loro non erano venuti a rovinare la mia: si riferisce alla manifestazione agro-alimentare che avevo organizzato a Valestra due settimane prima chiamata “CibArti”. Contesto del tutto diverso».

Il tema è comunque più complesso e rimanda alla creazione di un disciplinare di produzione, un progetto avviato dall’amministrazione carpinetana quasi un decennio fa. «Nel 2010 il Comune di Carpineti, impegnava fondi per l'Università di Modena e Reggio e per il consorzio Con.va per la realizzazione di un disciplinare e la valorizzazione del Savurett Carpinetano. Qualche mese dopo viene pubblicizzato su una testata online un bando di cui è difficile capire la provenienza, per trovare un nuovo logo al Savurett» sostiene la Laberenti. E continua: «Il logo viene creato ma, nel disciplinare pubblicato dal Con.va, si fa ancora riferimento al vecchio logo con la pera e il cucchiaino creato da Gigi Cavalli Cocchi. Il disciplinare è stato mai adottato ufficialmente dal Comune? Ho chiesto diverse volte spiegazioni al Comune, mi sono rivolta anche in Provincia». Prosegue: «Dopo tante richieste sia verbali che scritte, nel 2014 decido di non utilizzare più il logo del Con.va, uscito dal bando, e registrarne uno mio, proprio perché ritengo che non ci sia chiarezza» prosegue la Laberenti.

Secondo la produttrice manca ancora chiarezza: «Continuano a non esserci indicazioni chiare, attendo sempre una regolamentazione precisa, e non capisco perché il Con.va possa rappresentare una discriminante: non è giusto che solo chi ne fa parte possa essere considerato produttore di savurett. Eppure è quello che accade, alcuni negozi mi hanno fatto problemi, perché non essendo iscritta al Con.va non sapevano se il mio prodotto fosse “a norma”». «Nel disciplinare, però, l'obbligo di iscrizione al Con.va non è scritto da nessuna parte» conclude.

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