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Minacce al sindaco Vecchi «Processate Comberiati»

di Rossella Canadè
Minacce al sindaco Vecchi «Processate Comberiati»

La procura chiede il rinvio a giudizio dopo la lettera firmata da Pasquale Brescia L'udienza per lui e per l’imputato di Aemilia è stata fissata per il 29 dicembre

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INVIATA A BRESCIA. L’avvocato Luigi Comberiati sotto accusa dalla Dda di Bologna per minacce gravi aggravate. Se la notizia delle indagini a suo carico per la lettera che il legale recapitò al Resto del Carlino da parte di Pasquale Brescia, suo assistito in carcere nell'ambito del processo Aemilia, contenente minacce nei confronti del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, era nota da luglio, meno prevedibile la richiesta di rinvio a giudizio fresca di stampa. L’udienza per lui e per l’imprenditore Brescia è stata fissata per il 29 dicembre. A darne comunicazione, con dichiarato imbarazzo, è il pm Paolo Savio, che chiede ai giudici di ravvisare l’incompatibilità dell'avvocato, per la prima volta assente ad un’udienza a palazzo Zanardelli, con il suo ruolo di difensore di Nicolino Grande Aracri e Salvatore Muto nel procedimento Pesci.

«I due procedimenti sono strettamente connessi. L’avvocato si troverebbe qui ad interrogare, ad esempio, tra qualche settimana un testimone come Giuseppe Giglio, suo coimputato nello stesso procedimento. Questa Procura crede che con questa situazione non verrebbero garantiti i diritti dei suoi assistiti per primi».

Riferisce Savio, che precisa di essere «assolutamente certo che Comberiati dimostrerà la sua estraneità», che il capo d’imputazione fa riferimento a minacce gravi finalizzate ad agevolare le attività della cosca di ’ndrangheta in Emilia, «collegate a doppio filo con questa inchiesta». Insorgono con lo scudo i difensori. Se Falcone, codifensore di Salvatore Muto, punta il dito contro il rischio che venga toccata la libertà di difesa, e sostiene che la decisione vada lasciata a Comberiati, Gregorio Viscomi e Gianni Russano sottolineano la differenza dei due procedimenti e parlano di legittima suspicione, facendo inalberare i pm. Un’ora di Camera di Consiglio e i giudici respingono al mittente l’istanza della procura. «Comberiati non è incompatibile con questo processo».

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