Gazzetta di Reggio

Reggio

Montecchio, storia delle farmacie

di Alessandro Zelioli
Montecchio, storia delle farmacie

Stasera alla rocca lo studioso Franco Boni presenta il frutto della sua ricerca

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECCHIO. Si terrà stasera alle 21 nella Sala della Rocca, la conferenza dello storico locale Franco Boni, organizzata dall’associazione culturale “La Vecchia Montecchio” e inserita dall’amministrazione comunale tra gli eventi collaterali della Fiera di San Simone.

Boni presenterà la sua ricerca dal titolo “Montecchio farmaceutica: storia delle farmacie di Montecchio” nata dallo studio dei primi luoghi in paese ove venivano preparate “pozioni medicamentose”, abilmente preparate da sapienti mani di speziali. Ma non solo. A prepararle erano anche ciarlatani che a volte si improvvisavano depositari di “segrete scienze farmacopee”.

A rimediare erano spesso le università che già dal medioevo sfornavano farmacisti abilitati nella professione, i quali con gli ingredienti più strani preparavano questi antidoti. Montecchio fin dai primi del 1600 aveva un ospedale, per cui era un paese dalle elevate potenzialità per chi si interessava di arte farmaceutica. Per esempio, il padre del famoso speziale Giacomo Zanoni era un farmacista, ma antichi libri riportano il nome di altri addetti ai lavori sempre in campo farmaceutico. Alla fine del Settecento, a Montecchio, sorse la prima vera farmacia nel palazzo all’angolo dell’attuale via XX Settembre con via Garibaldi: la farmacia Ferrarini che proseguirà di padre in figlio sino al 1896. Nel 1863 il dottor Virginio Merli aprì in piazza la seconda farmacia: entrambe erano fornitrici di medicinali all’ospedale “Franchini” e a volte arrivarono ad essere addirittura in competizione tra loro per averne l’esclusiva.

Poi varie vicende portarono, la Ferrarini a passare nelle mani del dottor Bonfiglio, poi al dottor Camozzi e infine a confluire nella Farmacia Cooperativa di Montecchio, fondata nel 1908. La farmacia Merli fu anch’essa ceduta ma restò attiva fino allo scoppio della prima guerra mondiale, per poi venire chiusa definitivamente.

Nel 1923, fu addirittura un referendum popolare tra i montecchiesi a sancire la municipalizzazione della Farmacia Cooperativa: vinsero i sì, ma la municipalizzata durò solo tre anni, forse complice il fascismo che non vedeva di buon occhio queste affiliazioni. Venne comprata dal dottor Emilio Sani che fondò la “Farmacia San Simone”, che poi dal 1947 passò di proprietà alla dottoressa Manenti, poi alla dottoressa Villani finchè, nel 1967 la rilevò il dottor Giorgio Manfredi.

A tutt’oggi, nello sede all’interno dello storico palazzo in fondo ai portici di piazza della Repubblica, la farmacia è gestita dal figlio, Mario Manfredi.

Nel 1963 ha aperto i battenti una nuova farmacia montecchiese per opera della dottoressa Silvia Barbieri che vinse il concorso promosso dall’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Bottioni. La farmacia Barbieri ancora oggi si trova lungo via Franchini, di fronte alla chiesa parrocchiale di San Donnino, ed è gestita dai figli della dottoressa Silvia, Luciana e Maurizio Prampolini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google