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Palazzo del potere, due nomi a capo del municipio di Reggio Emilia

Evaristo Sparvieri
Palazzo del potere, due nomi a capo del municipio di Reggio Emilia

Magnani e Gasparini si spartiscono le quattro aree in cui è divisa l’amministrazione, in un organigramma in realtà “acefalo”

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REGGIO EMILIA. L'organizzazione è ad interim, provvisoria. Ma le posizioni di peso sono tutte lì, quasi da sempre. Maxi-dirigenti ai vertici del Comune, usciti indenni e in alcuni casi rafforzati dalla scure del sindaco Vecchi, che dal 2014 ha tagliato una decina di posizioni dirigenziali, portandole da 33 a 21. E senza nominare nessun vero uomo di sua fiducia.

Un organigramma in realtà “acefalo”. Non solo per l’addio di Rosa Iovinella, che ha lasciato ad agosto la segreteria generale del Comune, ora senza un sostituto. Ma anche per la scelta dello stesso Vecchi di non nominare un direttore generale, lasciando vacante il ruolo ricoperto fino alla scorsa consiliatura da Mauro Bonaretti, volato a Roma insieme all’ex assessore, Mimmo Spadoni e all’ex capo di gabinetto, Maurizio Battini, per ricomporre a livello ministeriale quel cerchio magico di fedelissimi che ha caratterizzato tutta l’amministrazione dell’ex sindaco, Graziano Delrio.

Un cerchio magico che comunque continua ad avere peso e influenza qui a Reggio Emilia. E che contava anche Massimo Magnani, legato con Delrio da un rapporto di parentela, l’unico rimasto dei quattro in Comune, dove ha raddoppiato impegni e incarichi.

Sono quattro infatti le aree cui fanno capo tutti i servizi della macchina amministrativa, due delle quali – Competitività e Innovazione sociale, più Risorse del Territorio – affidate proprio a Magnani, che in una sorta di assessorato ombra alla continuità detiene nel suo portafoglio i principali progetti “speciali” cittadini. Non solo la fresca riqualificazione di piazza della Vittoria. Ma anche la sfida delle ex Reggiane, più le altre “grandi opere” lasciate in sospeso dalla scorsa amministrazione.

Per Magnani, un incarico a tempo determinato che – riconfermato – nel 2016 gli è valso una retribuzione lorda pari a 106.906,56 euro, di cui 13.944,34 per i risultati raggiunti. Il suo ruolo nelle Risorse del territorio è ad interim. Ed è nell’ambito di questo “interregno” che stanno salendo sempre di più le quotazioni di Ermes Torreggiani, responsabile del servizio Reti e Infrastrutture, che stando ai rumors di palazzo godrebbe più dello stesso Magnani della fiducia dell’assessore, Mirko Tutino.

Firmatario della riqualificazione del PalaBigi, per Torreggiani un tempo determinato con retribuzione lorda nel 2016 di 73.928,48 euro. Discorso simile per Alessandro Meggiato (tempo determinato, retribuzione lorda di 71.482,96 euro), braccio destro di Tutino per ciò che concerne la mobilità, servizio che fa sempre riferimento all’area Risorse del Territorio.

Sul totale delle quattro aree, sono due anche quelle che fanno capo a Giordano Gasparini, dirigente dei Servizi alla persona e, ad interim, dei Servizi alla città, prossimo alla pensione. Come Magnani, anche qui una nomina dell’ex sindaco Delrio, confermata da Vecchi, sebbene la sua chiamata in Comune risalga al periodo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, come assessore del compianto Ugo Benassi. Poi tutta l’era Spaggiari.

È lui l’uomo della Cultura, quasi un vice-assessore: una delega che Vecchi ha deciso di mantenere per sè, di cui Gasparini ne copre spesso e volentieri le veci, soprattutto per attività in qualche modo “ordinarie”. Anche Gasparini è un tempo determinato. E anche per lui, come per Magnani, la retribuzione lorda nel 2016 è pari a 106.906,56 euro, compresi i premi di risultato.

Senza un direttore generale e senza un segretario, aumentano le responsabilità di Alberto Bevilacqua, dirigente dei Servizi ai cittadini. Un fedelissimo dell’amministrazione, temporaneamente segretario generale e responsabile anticorruzione. È uno dei sette dirigenti a tempo indeterminato, con una retribuzione lorda nel 2016 di 69.237,03 euro.

Fra i plenipotenziari anche l’avvocato Santo Gnoni, responsabile del servizio legale (tempo indeterminato, retribuzione lorda di 68.386,57 euro), per molti un’eminenza grigia: fra le sue mani passano tutte le grane più spinose collegate al funzionamento della macchina organizzativa.

Fra alti e bassi le quotazioni di Battistina Giubbani (retribuzione lorda di 75.225,20 euro), interim alla Municipale e da tanti anni responsabile del servizio Gestione e Sviluppo del personale. Come per altri dirigenti – fra i quali gli stessi Gasparini e Gnoni – la sua esperienza risale ai tempi della Spaggiari, ma lo scivolone subito nel servizio delle Iene l’ha esposta alle critiche neanche troppo velate del vicesindaco, Matteo Sassi, che ha colto l’occasione per richiamare dirigenti e dipendenti a una maggiore responsabilità nel rappresentare il Comune.

Fra le donne, infine, spicca anche il nome di Paola Cagliari, dirigente del servizio Istituzione Scuole e Nidi d'Infanzia: un altro tempo determinato di lungo corso che per il 2016 le frutta una retribuzione lorda complessiva di 75.363,39 euro.

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