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Reggio Emilia, devastato il Consorzio del Parmigiano Reggiano

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, devastato il Consorzio del Parmigiano Reggiano

Tre ladri hanno forzato la cassaforte presente all'interno dell'edificio rubando 10mila euro. Non contenti hanno messo a soqquadro l’intera struttura

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REGGIO EMILIA.Ancora un colpo ai danni dell’industria nostrana del Parmigiano Reggiano. A essere colpita, questa volta, non è stato un caseificio ma la sede amministrativa del Consorzio del formaggio in via Kennedy.
E a essere rubate non sono state le solite, costose e pregiate forme di Parmigiano Reggiano ma i contanti custoditi in una piccola cassaforte all’interno della struttura.

Tuttavia, nella notte fra domenica e ieri, i ladri non si sono limitati a scardinare la serratura ma hanno anche messo a soqquadro l’intero edificio. Uffici, sale d’aspetto, sgabuzzini: ogni angolo è stato rovistato da cima a fondo alla ricerca di qualcosa di valore.

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Ad accorgersi della devastazione lasciata dai malviventi è stato il personale che si occupa delle pulizie che, di primo mattino, è entrato nella sede. Trovandosi davanti un panorama irriconoscibile.
A raccontare tutto, qualche ora dopo, è il direttore della struttura, Riccardo Deserti: «La ditta delle pulizie poco prima delle sei del mattino si è accorta entrando che era tutto sottosopra. Così ha segnalato a noi e alla sorveglianza che durante la notte era evidentemente accaduto qualcosa».

Una volta giunti sul posto, i responsabili del Consorzio si sono accorti che, oltre ai danni praticamente in ogni sala del palazzo, era anche stata forzata la cassaforte. «Abbiamo una piccola cassaforte cementata a muro – prosegue Deserti – dove di solito teniamo del contante che usiamo per svolgere le operazioni di routine. I ladri, grazie a un piede di porco e a un flessibile che poi, forse per la fretta, hanno lasciato sul posto, l’hanno forzata e ne hanno divelto la porta».

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Il bottino all’interno era cospicuo, circa 10mila euro ancora in corso di quantificazione precisa, ma evidentemente per i ladri non era abbastanza. E così si sono messi a rovistare in ogni angolo del Consorzio.

«Quello che abbiamo pensato – continua il direttore – è che stessero cercando qualcosa di valore. Forse erano convinti che custodissimo chissà quali cose preziose ma si sbagliano. Siamo una sede amministrativa e oltre a quello che era custodito nella cassaforte non avevamo altro contante. Hanno lasciato anche computer e attrezzature elettroniche, evidentemente volevano solo cose facilmente trasportabili».

Sulla vicenda stanno ora indagando i carabinieri di Reggio Emilia, anche se resta un mistero come i criminali siano potuti entrare e uscire dalla struttura: «Non abbiamo trovato particolari segni di effrazione. Le telecamere le abbiamo ma, così come l’allarme, sono esterne a protezione degli impianti fotovoltaici. Quello che è successo è un brutto segno, dimostra come sia diffusa la microcriminalità a Reggio».

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