Rinviati a giudizio per il tesoro dell’ex dittatore
BOLOGNA. Cercarono di monetizzare con varie banche italiane ed estere un titolo di credito datato 14 agosto 1961 ed emesso dal Credit Suisse a favore dell’ex dittatore indonesiano Sukarno, morto nel...
BOLOGNA. Cercarono di monetizzare con varie banche italiane ed estere un titolo di credito datato 14 agosto 1961 ed emesso dal Credit Suisse a favore dell’ex dittatore indonesiano Sukarno, morto nel 1971, per un importo nominale di 870 milioni di dollari. È lo scenario che ad agosto 2011 portò la guardia di finanza di Locri ad arrestare venti persone per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al falso e alla truffa. Due di questi erano di Rubiera: si tratta di Antonino Napoli, che custodiva materialmente il certificato di deposito e tra i promotori dell’organizzazione, e di Vincenzo Andronaco, che ha partecipato al tentativo di riciclaggio. Entrambi sono stati rinviati a giudizio.
All’epoca fu valutato che il titolo avrebbe fruttato quasi 40 miliardi di dollari, all’incasso. L’udienza preliminare su quei fatti si è tenuta ieri in mattinata a Bologna, dove nel frattempo l’inchiesta è stata trasferita da Reggio Calabria per competenza territoriale, perché in Emilia si costituì l’associazione contestata: 16 imputati sono stati perciò rinviati a giudizio – tra i quali di due rubieresi – altri due sono stati condannati in abbreviato a quattro anni, uno è stato assolto e un altro, difeso dall’avvocato Aldo Savoi Colombis, ha patteggiato 22 mesi. Per tutti il gup Bruno Perla ha escluso la falsificazione di carte di pubblico credito. La vicenda aveva allertato tutta la provincia di Reggio, visti gli importi finiti al centro dell’inchiesta “Artù”.
Un certificato di deposito milionario in Svizzera, un monsignore missionario morto, il primo presidente dell’Indonesia. Ingredienti e attori perfetti per la trama di un romanzo di spionaggio. Ma in questa storia, di romanzato, c’è ben poco. Perché le manette scattarono davvero ai polsi di venti persone accusate dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Un’inchiesta culminata nel 2011 con un blitz in tutta Italia della Finanza. Un’operazione che riguarda per la presenza di Napoli e Andronaco, entrambi domiciliati a Rubiera e protagonisti della vicenda.
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