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Seta manda finti portoghesi sui bus

Seta manda finti portoghesi sui bus

L’obiettivo è monitorare i controllori dopo il caso del ragazzo down multato

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REGGIO EMILIA. Finti clienti senza biglietto per verificare il comportamento dei controllori. Si chiamano in gergo «mystery client» (clienti del mistero) e Seta li ha attivati nell'ultimo mese sui suoi mezzi dopo il caso dello studente down multato a Reggio per aver timbrato un biglietto urbano per una corsa fuori città. A renderlo noto, ieri in consiglio comunale, è stato l'assessore alla mobilità Mirko Tutino, rispondendo ad un'interpellanza del consigliere di forza italia Nicolas Caccavo. All'esponente dell'opposizione, che chiedeva quali provvedimenti siano stati assunti nei confronti del controllore che ha multato il disabile, Tutino evidenzia che «dal punto di vista normativo Seta non può fare nulla contro un dipendente di un'altra società, ma può lavorare per cambiare le “regole di ingaggio” con cui opera la società di gestione del servizio». L'accertatore, infatti, non era un dipendente dell'azienda di trasporto, ma della Holaceck. Tutino spezza poi una lancia in favore del verificatore invitando a non demonizzarlo: «Non è un mostro: è una persona molto giovane, alla sua prima esperienza lavorativa, che pochi giorni prima aveva subito un'aggressione. L'importante è lavorare perché gli errori non si ripetano». A questo proposito l'assessore fa anche notare che, in deroga a quanto previsto dalla normativa regionale sull'obliterazione dei biglietti ad ogni salita, a Reggio non sono previste sanzioni fino alla fine dell'anno prossimo. La risposta soddisfa parzialmente Caccavo che sul controllore è inflessibile: «Per me va licenziato. Se non ha dimostrato nessuna sensibilità verso un ragazzo disabile non è idoneo a fare questo lavoro».

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