«Uno spazio ideale per feste e concerti»
Il sindaco Vecchi dopo l’inaugurazione: «Non possiamo fermarci alla cultura dell’umarell, le città devono andare avanti»
REGGIO EMILIA. Su Facebook l’hanno già ribattezzata Piastra Vittoria. Chi predilige le citazioni l’ha paragonata a piazza Tienanmen. I più lugubri parlano di lastricato funerario. Di «una minoranza molto rumorosa che tende a coprire una maggioranza silenziosa» parla il sindaco Luca Vecchi. Negli occhi, le centinaia e centinaia di reggiani che sabato pomeriggio hanno partecipato all’inaugurazione di piazza della Vittoria.
Sembra di tornare a dieci anni fa, quando i fan della vecchia fontana alzarono la testa... e iniziò la diatriba. Meglio prima o meglio ora?
«Sabato pomeriggio, in occasione dell’inaugurazione, ho detto “questo cantiere ha diviso la città ma la piazza oggi l’ha riunita”. Tutto infatti si può dire ma nessuno può negare che sia stata un’inaugurazione molto partecipata. Perché io penso che questa vicenda ci debba fare riflettere su come affrontiamo il cambiamento. Sono convinto che le città non debbano rimanere ferme ma andare avanti. Come scrisse Italo Calvino, la piazza porta dentro di sè “una memoria condivisa”. E non ci possiamo, non ci dobbiamo fermare alla cultura dell’umarell. Può piacere o non piacere, in ogni caso il sistema piazza della Vittoria-piazza Martiri del 7 luglio riflette un preciso disegno della città. Guardiamo la realtà: dove prima passavano auto e autobus oggi c’è una delle più grandi piazze europee che ora tocca a noi fare vivere. E tutto ciò deve essere uno stimolo per tutti».
Già, di cosa vivrà da oggi in poi piazza della Vittoria?
«Cultura, musica e sport saranno i contenuti che riempiranno e faranno vivere la piazza. Non per niente, al centro abbiamo lasciato uno spazio senza pietre, più liscio. Sarà innanzitutto a disposizione dei Gnaker, se vorranno usufruirne per i tradizionali tornei estivi di basket, ma anche di altri eventi sportivi. Per quanto riguarda la musica abbiamo già ricevuto alcune proposte e sicuramente, il prossimo anno, in piazza della Vittoria ospiteremo dei concerti. E poi abbiamo già iniziato a lavorare con i commercianti le cui attività si affacciano sulla piazza e con i quali vogliamo avere un dialogo costruttivo: puntiamo innanzitutto sullo sviluppo delle distese e in questo senso abbiamo già avuto delle richieste che stiamo considerando».
Tornando un attimo ai concerti, l’ultimo dell’anno non è poi troppo lontano... quale occasione migliore?
«Infatti il 31 dicembre, in piazza della Vittoria, ci sarà un concerto seguito dai fuochi artificiali. Negli ultimi anni abbiamo cercato di riportare San Silvestro in centro storico. Quest’anno che gli spazi non mancano i reggiani potranno finalmente riappropriarsi della propria città per salutare l’anno nuovo nel solco della tradizione».
L’arredo urbano della piazza prevede progetti “verdi”?
«Sollecitazioni in questo senso sono arrivate da più parti. Pertanto, se ci sarà bisogno di arricchire la piazza con piante e percorsi verdi ci si potrà pensare».
Per alcuni c’è troppo grigio. Lei cosa dice?
«Ripeto, può piacere o non piacere. Ma va sottolineato come piazza della Vittoria si inserisca in un contesto preciso che parte dal restauro interno del teatro Ariosto con il sipario ritrovato, il restyling della scuola dell’infanzia Diana e la sistemazione dei giardini prevista per il 2017. La città, tutti lo possono vedere, è cambiata e cambierà».
Cosa la rende più orgoglioso, come primo cittadino?
«Vorrei dire, come ho detto sabato, “ci siamo arrivati in fondo”. Negli ultimi tre anni la città si è divisa. E c’è chi ha sostenuto fino a pochi mesi fa che quel buco nero non sarebbe mai stato riempito. Ebbene, si trattava di un’opera complessa. È stata finita e consegnata alla città. In un Paese dove tante opere pubbliche rimangono incompiute. Non sono abituato a fare proclami ma se qualcuno avesse chiuso gli occhi due anni fa e li riaprisse oggi cosa vedrebbe? Dove c’era il buco nero una grande piazza e dove c’era un palazzetto dello sport inadeguato e fatiscente un palasport che qualcuno pensava non potesse mai essere realizzato».
Veniamo al capitolo illuminazione. Resta irrisolto il problema del buio, peraltro legato al tema sicurezza, in piazza Martiri del 7 luglio.
«Il problema del buio sarà risolto a breve. Sono stati stanziati 50mila euro per la nuova illuminazione in piazza Martiri. Ma non solo. Sarà potenziata l’illuminazione anche nel vialetto che dal teatro Valli porta all’hotel Astoria a rendere la zona ancora più sicura».
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