Diacono derubato tre volte «Signori ladri, ora fermatevi»
ALBINEA. Nessuna tregua da parte dai ladri. Nell’area di Albinea, ne sanno qualcosa in tanti. Tra questi, Giuseppe Bigi diacono del paese, che ora si rivolge direttamente ai ladri. «Signori ladri non...
ALBINEA. Nessuna tregua da parte dai ladri. Nell’area di Albinea, ne sanno qualcosa in tanti. Tra questi, Giuseppe Bigi diacono del paese, che ora si rivolge direttamente ai ladri. «Signori ladri non ho più niente da rubare. In nove mesi mi avete fatto visitato ben tre volte!».
«Mi avete messo sottosopra la casa, rovistato tra le cose più intime, mie e di mia moglie. Rubato i pochi gioielli che possedevamo. Nulla di grande valore economico, ma sicuramente con un valore affettivo: l’anello di matrimonio di mia mamma e di mio papà, un anello regalato a mia moglie in una occasione speciale, le catenine dei battesimi dei miei nipoti e così via – scrive nella sua lettera –. Tanta rabbia, tanto dolore. Per tanti anni mia moglie ed io abbiamo creduto che da noi non sarebbe mai venuti i ladri. Chissà perché. Siamo sempre stati contrari alle inferriate, alle porte blindate; ci sembrava un segno di chiusura; come se volessimo tenere lontano il prossimo. Non sono pentito di avere vissuto così per oltre 35 anni anche se ora il sentimento sarebbe quello di chiuderci a riccio, di potersi vendicare». «Questi continui furti oltre a colpire personalmente chi è direttamente interessato, colpiscono l’intera società. Il pericolo che corre la società è proprio quello di diventare sempre più individualista, sospettosa, chiusa. A rimetterci, in questo modo, siamo tutti: ladri e derubati. Signori ladri perciò fermatevi e riflettete prima che la nostra società indurisca ulteriormente il proprio cuore - e conclude - Mi consola il fatto che i miei tesori sono ancora intatti e nessuno me li può mai rubare: la fede in Dio Padre, mia moglie le mie figlie e nipoti, la mia comunità».
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