La Ruc Elettronica va in pensione a 40 anni
Sabato ultimo giorno di apertura: donata alle scuole cittadine parte del materiale utile per i laboratori
REGGIO EMILIA. «Quarant’anni non sono pochi, lasciateci dire un grazie carico di affetto a tutti coloro che hanno sostenuto il nostro lavoro, da chi abbiamo visto crescere a chi nel tempo è venuto a mancare e ai tanti che in questi ultimi mesi ci hanno confermato stima e fiducia». È con il sorriso che le sorelle Ruggiero, Gabriella e Antonella, sempre supportate dal padre Renato, salutano i clienti della Ruc Elettronica di via Jacopo da Mandra che sabato 19 novembre cesserà la propria attività di rivenditore di ricetrasmettitori, componentistica, videosorveglianza, strumentazioni e di tutto ciò che concerne l’elettronica della comunicazione.
Tutto ha avuto inizio nel 1976 con il primo negozio di viale Ramazzini, quando la scelta del nome è stata ispirata dalla sigla da radioamatore di Renato, “i4ruc” poi diventato “ik4dbq”, e quando due giovani donne hanno deciso di tuffarsi in un mondo prevalente maschile che non hanno mai deluso distinguendosi per serietà e competenza.
«Allora venivano da noi tanti ragazzi che volevano comunicare con il cb, gli antenati dei cellulari – raccontano – negli anni abbiamo cambiato sede e ci siamo ritagliate una clientela di riferimento tra radioamatori, cacciatori, operatori della sicurezza, forze dell’ordine, amanti del soft air e hobbisti, instaurando ottimi rapporti di lavoro e di amicizia. Dalla vendita alle riparazioni, abbiamo sempre cercato di offrire la migliore assistenza rinnovandoci costantemente, siamo state le prime a Reggio a trattare i computer, le prime ad avere i telefoni cellulari e a vendere i Gps, tutti articoli passati poi alla grande distribuzione. L’avvento del digitale ha rappresentato una vera rivoluzione per il nostro negozio e anche qui non ci siamo tirate indietro, incentivando anche le vendite on line. Non abbiamo mai buttato via nulla aprendoci però al nuovo, è stata una bellissima avventura».
Con il raggiungimento dell’età pensionabile delle sue titolari, anche la Ruc va così in pensione, ma non prima di aver donato alle scuole della città la componentistica utile per i laboratori di elettronica e non prima di aver salutato i suoi clienti. «Come in ogni attività a conduzione familiare – concludono Gabriella e Antonella sempre accompagnate da Renato – abbiamo avuto la possibilità di sperimentarci in ogni aspetto della gestione del negozio, dalla contabilità al magazzino, dai rapporti con i fornitori alla vendita, siamo state per noi il nostro miglior ufficio acquisti e ufficio vendita. Scherzi a parte, ci siamo divertite davvero molto, informandoci e aggiornandoci per stare al passo con i tempi, tanto che ora non ci sembra vero di chiudere la nostra attività. Ammettiamo che un po’ di malinconia c’è già, la chiusura è una scelta personale giusta e consapevole ma la Ruc ci mancherà».
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