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Mafie, arriva a Reggio Emilia la Mehari del giornalista ucciso

Mafie, arriva a Reggio Emilia la Mehari del giornalista ucciso

Farà tappa nel Reggiano il “Viaggio legale” in memoria di Giancarlo Siani. L’auto in cui fu assassinato è ora simbolo di lotta alla criminalità organizzata

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REGGIO EMILIA. Sbarca a Reggio (dal 15 al 19 gennaio) toccando anche diversi centri della nostra provincia (dal 19 al 25 gennaio) «il viaggio legale» con la Mehari di Giancarlo Siani, per non dimenticare la sua morte.

Il motivo del suo omicidio fu lo specifico interesse della camorra sugli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell'Irpinia del 1980. L’auto sulla quale fu assassinato il giornalista napoletano nel 1985, messa a disposizione dalla fondazione Polis di Napoli, arriverà nella nostra regione su un camion di Geotrans, azienda siciliana di autotrasporto confiscata alla mafia e oggi sotto amministrazione giudiziaria, e percorrerà la via Emilia toccando tutte le sue province da venerdì prossimo al 5 marzo. Si partirà da Piacenza, con un’iniziativa sotto l’Alto patrocinio del Parlamento europeo, (dal 18 al 20 novembre) e si proseguirà sotto il patrocinio di Regione, Fondazione Polis, Avviso pubblico, Master “Pio la Torre” in gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie, Comuni aderenti (collaborano inoltre Uisp Bologna, Arci, Anpi, Associazione stampa Emilia-Romagna e Federazione nazionale stampa italiana, tra i promotori ci sono Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna, Caracò, Libera Emilia-Romagna, Comitato iolotto, Cgil Emilia-Romagna e Cna Fita). Nella prima tappa del 18 novembre, la Citroën Mehari arriverà in piazza cittadella a Piacenza alle 9.30; dopo un corteo attraverso la città, è prevista una sosta nel cortile di Palazzo Farnese.

Con più di 15 comuni direttamente coinvolti e 600 chilometri da percorrere, la Mehari sarà accompagnata da un’esposizione su Siani, dalla mostra fotografica “Ripresi i beni confiscati alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna”, da tavole rotonde di divulgazione sul testo unico sulla legalità approvato recentemente dalla Regione.

Spazio anche allo spettacolo teatrale “di carne”, liberamente ispirato alla figura del giornalista napoletano e prodotto da Caracò, così come ad attività formative all’interno delle scuole, cene della legalità con testimonianze e utilizzo di prodotti provenienti da terreni confiscati o da circuiti etici, convegni, dibattiti e flash mob.

Il progetto su Siani si apre ai festival “Noi contro le mafie” (Provincia di Reggio), “Politicamente scorretto” (Casalecchio di Reno), “Memorial dalla chiesa” (San Lazzaro di Savena). Il progetto punta a costruire una rete civica che trasformi le persone in cittadini consapevoli, rendendo la nostra regione (dove è in corso il maxi processo Aemilia contro la ’ndrangheta) un territorio fertile per costruire nuove coscienze e contrastare il crimine con una rete culturale solida e imponente.(t.s.)

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