Minozzo, i migranti attesi sono due coppie di cattolici
Affollata assemblea nella frazione per chiarire i dubbi e placare le polemiche Accordo tra la Dimora d’Abramo e la proprietaria dei due appartamenti
VILLA MINOZZO. Due giovani coppie fuggite dalla Nigeria, scappate dalla povertà e dalle persecuzione religiose. Gli abitanti di Minozzo hanno ora le idee molto più chiare sui probabili prossimi ospiti del loro paese: quattro persone di origine africana che fra qualche tempo andranno a vivere in un due appartamenti in una palazzina nel centro della frazione, di proprietà privata.
La notizia dell'arrivo di questi quattro migranti aveva generato qualche tensione nella zona, anche perché la comunicazione era giunta «a cose fatte», sorprendendo i residenti. Dopo una serie di polemiche politiche, e per fare luce su tutti i dettagli, lunedì sera alla sala degli Usi civici di Minozzo si è tenuta un'assemblea pubblica organizzata dalla Pro loco. Vi hanno partecipato alcuni operatori della Dimora d'Abramo, la cooperativa che si occupa della gestione dei rifugiati e dei richiedenti asilo nel territorio reggiano. Ad ascoltarli, diverse decine di persone, fra cui il sindaco villaminozzese Luigi Fiocchi, consiglieri comunali, i parroci dell'unità pastorale e il presidente della Croce Verde di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi. Sono state fatte molte domande che hanno pulito l'aria da dubbi e incertezze, in una comunità oggi alle prese anche con la possibile chiusura del plesso scolastico, e quindi molto attenta.
Gli addetti della Dimora d'Abramo hanno riassunto il percorso che ha portato all'idea della residenza a Minozzo per quattro persone, figlia di un accordo con la proprietaria di un immobile oggi occupato solo in due dei quattro appartamenti presenti.
A Minozzo giungeranno quattro persone di passaporto nigeriano, lingua inglese e credo cattolico, che in questo momento si trovano già nella montagna reggiana, visto che fanno parte del gruppo di trenta migranti sistemati attualmente a Ventasso. Si tratta di due coppie. La prima è formata da un ragazzo e una ragazza di vent'anni; la seconda, più matura, da una uomo e una donna rispettivamente di 36 e 35 anni. Per loro Minozzo può essere un'opportunità di autonomia importante, per cercare di trovare magari lavori e risorse in autonomia, senza dover dipendere dai ritmi della grande comunità presente adesso a Ventasso. Tutti e quattro i nuovi arrivi sono di religione cattolica, un fattore non da poco.
Da un lato questo potrà favorire l'integrazione, visto il comune credo religioso con molti abitanti minozzesi, e la conoscenza dei riti e delle abitudini cattoliche. La loro fede è anche uno dei motivi per cui – in un paese da sempre ricchissimo di risorse e da sempre spaccato da guerre e tensioni come la Nigeria – sono stati costretti all'esilio. A questo proposito, è stato spiegato che si cerca di mantenere un certo riserbo sulle identità anagrafiche dei quattro per evitare che, tramite internet, terroristi e integralisti oggi attivi in Nigeria possano fare rappresaglie ai danni degli “infedeli” scappati a migliaia di chilometri di distanza.
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