Protesta condivisa sui ritardi ferroviari
Suzzara-Ferrara, interrogazioni in Regione e al ministero da parte di esponenti FdI, Lega e Pd
LUZZARA. I ritardi sulla linea ferroviaria Suzzara-Ferrara – questione che ovviamente interessa anche i viaggiatori della Bassa reggiana – mette d’accordo anche forze politiche di schieramenti opposti.
La protesta dei sindaci mantovani di Sermide e Felonica, rispettivamente Paolo Calzonari e Annalisa Bazzi, indirizzata alla Tper causa i continui ritardi dei treni rallentati dall'obbligo imposto di viaggiare a 70 chilometri orari per motivi di sicurezza, ha varcato i confini lombardi e sarà oggetto di due interrogazioni all'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, presentate da Tommaso Foti, presidente regionale di Fratelli d'Italia, e Alan Fabbri, capogruppo assembleare della Lega Nord.
La protesta è stata fatta propria anche dall’onorevole Marco Carra, parlamentare mantovano del Pd, che presenterà una interrogazione al ministro delle Infastrutture.
Il presidente di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti, chiede alla giunta emiliana «se intende sollecitare, lungo la tratta ferroviaria interessata, l'installazione a terra del sistema Sctm, condizione indispensabile per permettere ai treni il ritorno alla normale velocità d'esercizio» e «se e quando verrà realizzata l'elettrificazione della tratta mantovana Poggio Rusco-Suzzara rimasta allo stato solo sulla carta, così come l'auspicato collegamento diretto tra Ferrara e Mantova».
Fabbri della Lega Nord chiede all'assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini «di riferire in aula, per capire tempi e modi degli interventi e, quanto meno, se l’azienda di trasporti regionale abbia previsto forme risarcitorie per coloro che acquistano il biglietto o l’abbonamento e poi ricevono in cambio un servizio non all’altezza, perché è inconcepibile che si faccia tanta retorica, da parte della Regione, per circolare con i mezzi pubblici, per poi costringere studenti e lavoratori pendolari a frequenti ritardi, su di una tratta che ha la necessità di un intervento».
Dal canto suo, il parlamentare mantovano Marco Carra ha aggiunto: «Se da un lato, per motivi di sicurezza, è apprezzabile lo sforzo di Tper di adottare misure relative alla minor velocità dei treni, dall'altro lato occorrerebbe adottare soluzioni per non creare disagi per i pendolari che ogni giorno devono recarsi al lavoro, a scuola nelle città limitrofe o all'università. Non è ammissibile, che nell'epoca tecnologica all'avanguardia in cui viviamo, linee ferroviarie come queste ammettano ritardi di mezz'ora su ogni corsa e non siano collegate con gli orari dei treni più veloci di altre linee che spesso gli utenti devono utilizzare. Mi farò interprete del problema attraverso un'interrogazione parlamentare al ministero delle Infrastrutture per sollevare l'ennesima questione legata alla linea Ferrara-Suzzara». (m.p.)
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