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Reggio Emilia, transennata la questura per il crollo dei cornicioni

Reggio Emilia, transennata la questura per il crollo dei cornicioni

Vigili del fuoco in azione per mettere in sicurezza i cornicioni pericolanti della caserma, transennata parte della strada adiacente all'ingresso

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REGGIO EMILIA. Momenti di paura per i reggiani che ieri sera si trovavano a transitare per via Dante. E che si saranno chiesti cosa ci facessero i vigili del fuoco arrampicati sul tetto della questura di Reggio Emilia. Un tentativo di suicidio? Una bomba? Un attentato? No, il motivo dell’intervento era un altro. Il palazzo stava letteralmente rischiando di cadere a pezzi.

Non l’intero edifico ovviamente ma una sua porzione. Nello specifico i cornicioni che ricoprono alcune finestre lungo il perimetro dell’edificio e che rischiavano di crollare da un momento all’altro proprio nella loro sezione frontale, quella che affaccia su via Dante dove si trova l’ingresso principale della questura. Chiunque sarebbe potuto restare ferito, o peggio, se una parte del cornicione fosse crollata proprio al momento del passaggio di un agente o di un comune cittadino.

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Fortunatamente qualcuno si è accorto per tempo del pericolo e ha avvertito i vigili del fuoco che sono intervenuti con una squadra attrezzata con un’autoscala.

L’operazione ha richiesto diverso tempo, durante il quale l’accesso a via Dante è stato interdetto per consentire al grosso mezzo di posizionarsi nella maniera più opportuna. Una volta arrampicati sul tetto i pompieri hanno rimosso le porzioni pericolanti dei cornicioni e hanno transennato il marciapiede antistante l’ingresso del palazzo.

Adesso spetterà agli operai, nei prossimo giorni, intervenire per restaurare nuovamente l’edificio.
Nuovamente perché la sede della questura e dei reparti di pronto intervento della polizia era già stata oggetto di un grosso restauro circa dieci anni fa. Prima ancora Palazzo Cialdini, questo il nome dell’edificio, fu ricostruito in gran parte nel 1956 dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e risale alla prima metà dell'Ottocento, quando fu abbattuta la chiesa di S. Marco con l'annesso convento. Se ne conservano ancora qualche traccia nel cortile della caserma.

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