Tetto in fiamme, paura in una casa a Gavassa
Reggio Emilia: mamma e due figli riescono a mettersi in salvo. A causare il rogo probabilmente una stufa a legna, distrutti prodotti destinati ai poveri del Ghana
REGGIO EMILIA. Quando si è svegliata ieri mattina si è accorta subito che qualcosa non andava. In casa c’era puzza di fumo e nel sottotetto si stava già sviluppando un incendio. Un solo problema: non parla italiano e non aveva modo di avvertire i vigili del fuoco in modo che intervenissero.
Così, mentre teneva buoni i suoi due figli piccoli, ha chiamato in tutta fretta il fratello perché facesse da interprete e avvisasse i pompieri.
È successo ieri a Gavassa, in via degli Azzarri 70. In quell’abitazione immersa nel verde, una vecchia casa colonica, abita una famiglia di origini ghanesi con due figli piccoli, un bambino di tre anni e uno di cinque. Da anni ormai, nell’ampio sottotetto della palazzina, accumulano merce di ogni tipo che poi spediscono in Ghana ai loro parenti poveri.
Televisori, vestiti, oggetti elettronici di ogni tipo. Tutto materiale usato che ottengono grazie ai regali di qualche volontario. Con l’arrivo del freddo hanno cominciato a utilizzare già da qualche settimana una piccola stufa a legno causa, probabilmente, dell’incendio divampato intorno alle otto.
Lei però non parla bene l’italiano e riesce a capire e a ripetere solo qualche parola, mentre il marito la mattina presto esce per andare a lavorare e in quel momento non era presente.
Così, spaesata e spaventata, ha telefonato al fratello che abita poco distante e che vive a Reggio Emilia dal 1989, perché lanciasse lui l’allarme.
«Mia sorella mi ha chiamato verso le 8.30 – racconta Francis Boateng, 52 anni – e mi ha spiegato cosa stava accadendo. Così ho avvertito i vigili del fuoco che sono intervenuti con tre mezzi. Nel sottotetto custodivamo diverso materiale che poi inviavamo in Ghana grazie ai container delle navi. Tutti oggetti usati, ottenuti e ceduti gratuitamente ai nostri amici e parenti che ne hanno bisogno. Non so cosa abbia fatto divampare il rogo, forse la stufa o forse qualche contatto elettrico, ma tutto quello che era contenuto nel solaio è andato completamente perduto, per sempre».
Nel locale ora resta solo una grossa carcassa nera, formata da plastica, abiti e cavi elettrici fusi assieme in un grumo indistinto. «Siamo comunque stati fortunati – conclude Boateng – sarebbe potuta andare peggio. Alla fine nessuno si è fatto male». L’intervento dei vigili del fuoco infatti ha evitato che le fiamme si diffondessero ad altre parti della casa. Anche se l’acqua usata per spegnere il fuoco è poi scesa nei vari piani dell’abitazione, ora parzialmente inagibile.
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