Gazzetta di Reggio

Reggio

La Cisl chiede a Vecchi un patto sociale

di Roberto Fontanili

Una proposta avanzata dal segretario generale Ballotta durante la presentazione del bilancio

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Numeri e trasparenza. Sono questi i due capisaldi del primo bilancio di sostenibilità della Cisl dell'Emilia Centrale (nata nel maggio 2015 dalla fusione di Reggio e Modena). Il primo per dar conto di essere la seconda struttura per numero di iscritti della Cisl in regione e tra le prime in Italia, forte dei 95.426 iscritti tra attivi e pensionati e di aver raccolto 6.3 milioni di contributi sindacali. Il secondo, per sgombrare il campo dai fantasmi del passato e dagli scandali per gli stipendi d'oro che hanno coinvolto i vertici della confederazione, con il bilancio sociale da conto del patrimonio immobiliare accumulato (13 milioni di euro), mentre sul sito (www.cislemiliacentrale.it), è già possibile vedere lo stipendio di ciascun segretario confederale e di categoria.

Ma la presentazione alla stampa reggiana del bilancio sociale 2016, “con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dal nostro codice etico”, ha rivendicato ieri nella sede di via Turri, il segretario generale Cisl Emilia Centrale William Ballotta, in realtà è solo un pretesto. L'obiettivo è quello di rilanciare “la sottoscrizione un Patto sociale in particolare a Reggio”, dove la proposta avanzata qualche mese fa dalla Cisl è stata accolta in maniera tiepida, sia dagli altri sindacati, sia da imprenditori e Istituzioni. “Anche se qualcosa si sta muovendo", ha sostenuto Ballotta, motivando con la necessità di fare qualche passo in avanti, l'invito - accettato dal sindaco di Reggio Luca Vecchi - a partecipare domani alla presentazione ufficiale del bilancio sociale a Modena al consiglio generale del sindacato. Ed è proprio al primo cittadino reggiano che la Cisl ha chiesto di “farsi carico della regìa per dar vita a un patto sociale a Reggio che individui i nuovi bisogni e le priorità su un territorio ancora in sofferenza”. Su quali siano le priorità, però la distanza con Cgil e Confindustria (che continuano a vedere uno sviluppo legato quasi esclusivamente al manifatturiero) è netta e marcata.

Visioni diverse a cui si aggiunge, ha rimarcato il segretario Ballotta “al fatto di doverci confrontare con due Cgil diverse”. Quella reggiana schiacciata sulle posizioni di Maurizio Landini della Fiom e quella modenese più legata alla Camusso. Difficoltà che emergono anche sul fronte delle unificazioni che presto o tardi riguarderanno l'Area vasta, Confindustria, associazioni di categorie e Camera di Commercio.

Su quest'ultima partita, Ballotta pur sottolineando di parlare a nome solo della Cisl ha però affermato che “è arrivato il momento di dire basta a logica di unificazioni a geometria variabile che sta andando avanti ora, ma è necessaria una regia da parte della Regione per chiudere la partita”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google