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Arena, ora tocca al Comune

Arena, ora tocca al Comune

Claudio Maioli continua a sognare: «Se si farà voglio esserci»

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CORREGGIO. Canterà tutte le canzoni in ordine? Le dividerà in blocchi intervallandole ai suoi grandi – e irrinunciabili – classici? Ancora non si sa. «E non per creare attesa – spiega Ligabue –. È che non l’ho ancora deciso. Non so nemmeno come sarà accolto questo album dai miei fan: chi mi dà la garanzia che la mia canzone sia quella che vuole ascoltare, chessò, un quindicenne di Avellino? Ogni volta che presento un album non ho idea di che effetto farà, e questa volta sono ancora più agitato perché “Made in Italy” rompe con il passato ed è molto diverso dagli altri miei dischi. Per adesso – afferma – so solo che i palazzetti sono perfetti per cantare questo album. Lo sarebbero anche i teatri, ma non vogliamo suonare le canzoni di “Made in Italy” in acustico».

Niente Campovolo, insomma, almeno fino a quando il Liga non sentirà il bisogno di festeggiare «a casa sua». L’occasione, senza aspettare anniversari e ricorrenze legate alla sua carriera, potrebbe essere l’inaugurazione di quella Arena che Claudio Maioli, suo manager da sempre, sogna da almeno sette anni.

«Qualcosa si è mosso – ci dice a voce bassa, come per non portarsi sfortuna da solo –. La Regione ha fatto la sua parte (dando il via libera per un milione e 700 mila euro, ndr) e ora tocca al Comune andare avanti, iniziando la fase dei bandi e delle gare d’appalto. Non so quanto ci vorrà e non voglio nemmeno parlare troppo dell’argomento, ma una cosa è certa: l’Arena è il mio sogno, quando si farà voglio esserci». (m.r.)

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