Corghi, annunciati 24 licenziamenti
Correggio, sciopero ieri nei tre stabilimenti dopo l’incontro tra rappresentanze sindacali e azienda. In arrivo altre proteste
CORREGGIO. Clima di forte tensione all’interno degli stabilimenti Corghi dove, durante la giornata di ieri, si è concretizzato uno dei timori che serpeggiava tra i dipendenti. L’azienda, infatti, ha annunciato un licenziamento collettivo per 24 lavoratori.
La comunicazione è stata data nel corso di un incontro tra le Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie all’interno dell’azienda, e i vertici dell’azienda i quali hanno confermato la mobilità per 24 lavoratori su due stabilimenti. Il licenziamento collettivo attraverso la mobilità è stata aperto attraverso la procedura prevista dalla legge 223/91 e riguarda gli addetti che lavorano negli stabilimento Corghi di via per Modena e via Statale per Carpi. Allo stesso tempo, è stato annunciata la scadenza della solidarietà il 31 gennaio prossimo e la mancata apertura della cassa integrazione straordinaria.
Tra i dipendenti, quindi, c’è fortissima preoccupazione e ieri pomeriggio, in tutti e tre gli stabilimenti Corghi del territorio (oltre a quelli di via per Modena e statale per Carpi, anche in quello di Prato di Correggio), è stata organizzata un’ora e mezzo di sciopero. Nei prossimi giorni non mancheranno nuove azioni di mobilitazione.
«Ieri mattina l’azienda ha incontrato la Rsu – conferma il sindacalista Cgil, Davide Mariotti – e la notizia si è sparsa in modo simultaneo tra i lavoratori dei tre stabilimenti. La procedura verrà attivata per 24 lavoratori di sei aree diverse. L’azienda, ora, lo comunicherà ufficialmente ai sindacati e agli altri enti preposti. Una volta arrivata l’ufficialità, decideremo quali mosse adottare: di certo ci aspetta una stagione intensa, così com’è stata travagliata la fine dello scorso anno».
Alla fine del 2015 c’è stata una mobilitazione fortissima tra i lavoratori Corghi e i sindacati, tanto che si è arrivati a un doppio accordo, sottoscritto dalla Fiom, a dicembre 2015.
Tale accordo ha portato alla solidarietà in vigore fino al 2017 e alla mobilità volontaria fino al 31 dicembre di quest’anno. Ora si annuncia nuovamente una stagione di lotta.
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