En.Cor, il Comune presenta 2 denunce
Correggio, l’amministrazione ha sporto querela in Procura e un esposto alla Corte dei Conti sul possibile danno erariale
CORREGGIO. Le denunce sono state annunciate, a più riprese, nel momento in cui sono uscite le sentenze avverse all’amministrazione, durante l’estate scorsa, che obbligano il Comune a pagare, per il momento, 15 milioni di euro a causa delle lettere di patronage emesse a favore di En.Cor a garanzia dei finanziamenti ottenuti dagli istituti bancari. Una somma, già ragguardevole, che potrebbe diventare esponenziale, se anche la terza sentenza fosse negativa per l’amministrazione e portasse la cifra complessiva del debito per le lettere di patronage e 29 milioni di euro.
Ma ora è il momento del contrattacco: il Comune, infatti, dopo l’annuncio dell’intenzione di adire le vie legali, è passato ai fatti. L’amministrazione correggese ha infatti – come “filtra” – presentato una querela. Come si evince dall’atto presentato ai carabinieri nei giorni scorsi, il Comune chiede che venga fatta chiarezza in merito ad alcune circostanze oscure emerse nell’ambito della vicenda En.Cor, riguardo alle quali potrebbero emergere alcune responsabilità penali a carico di soggetti coinvolti nella vicenda. Finiranno nel mirino ex amministratori e persone implicate nelle società in cui si è ramificata En.Cor?
Nella stessa querela si fa riferimento ad un’altra azione legale di particolare rilievo intrapresa, ancor prima di questa denuncia sempre da parte del Comune. Si tratta di un esposto presentato dall’amministrazione correggese contro gli amministratori precedenti e si potrebbe prefigurare l’ipotesi di danno erariale, cioè una forma di reato che penalizza fortemente un ente pubblico (in questo caso il Comune di Correggio) e scaturisce per azioni o omissioni di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione in qualità di funzionario o, comunque, all’interno dell’apparato.
Sul caso En.Cor, come anticipato dalla Gazzetta, si è sviluppata un’inchiesta (che raggruppa le tre indagini originarie) svolta dalla Guardia di Finanza. Da quanto emerge al momento, viene già considerata un’ipotesi di reato: infedeltà patrimoniale. Tra i particolari forniti dagli accertamenti, ancora tutto da decifrare è il ruolo del volto tv reggiano Marco Gibertini (imputato di Aemilia che in udienza preliminare è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione) come intermediario nel caso di un patronage.
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