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Incidenti stradali, l'Istat: a Reggio Emilia sono stati 1.862 in un anno

Incidenti stradali, l'Istat: a Reggio Emilia sono stati 1.862 in un anno

I dati emiliano-romagnoli del 2015: sono stati 39 le vittime nella nostra provincia, che conta anche 2.601 feriti

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REGGIO EMILIA. Sono stati 17.385, nel 2015, gli incidenti stradali, in Emilia-Romagna. È quanto emerge da un focus dell'Istat secondo cui i sinistri hanno causato la morte di 326 persone e il ferimento di 23.788. In base ai numeri dell'Istituto di statistica gli incidenti sono calati dello 0,4% rispetto al 2014, i feriti dello 0,5% - in linea con le variazioni rilevate nell'intero Paese pari al -1,4% e al -1,7% - mentre il numero di vittime della strada si è ridotto dello 0,3% in controtendenza rispetto al dato nazionale che aumenta dell'1,4%.

I DATI PER PROVINCIA. Guardando alle province il maggior numero di incidenti, nel 2015, si è registrato in quella di Bologna con 3.794, seguita da Modena (2.898), Reggio Emilia (1.862), Ravenna (1.755), Rimini (1.716), Forlì-Cesena (1.571), Parma (1.500), Ferrara (1.231) e Piacenza (1.058). Il maggior numero di vittime, ancora in quella di Bologna (64) seguita da Modena (43), Ferrara e Reggio Emilia (39), Ravenna (38), Parma (32), Piacenza (28), Forlì-Cesena (24) e Rimini (19). Quanto ai feriti, il numero più cospicuo riguarda la provincia di Bologna con 5.359, seguita da quella di Modena (3.974), Reggio Emilia (2.601), Ravenna (2.409), Rimini (2.231), Forlì-Cesena (2.095), Parma (1.999), Ferrara (1.669) e Piacenza (1.451).

PRIMAVERA PIU' PERICOLOSA. Guardando ai mesi e alle ore più a rischio, secondo i dati dell'Istat, la concentrazione di incidenti è più elevata nel periodo primaverile ed estivo: tra maggio e settembre si contano 8.127 incidenti (il 46,7% degli incidenti dell'anno) in cui hanno subìto lesioni 11.099 persone (46,7%) e 168 sono decedute (51,5%). Oltre l'83% degli incidenti avviene tra le 7 del mattino e le 20 di sera, ma l'indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria notturna tra le 4 e le 5 (8,8 morti ogni 100 incidenti) e tra l'una e le 2 del mattino (5,3), con valori di molto superiori alla media giornaliera (1,9). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 41,8% degli incidenti notturni, il 45,6% delle vittime e il 42,2% dei feriti. L'indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 4 decessi ogni 100 incidenti.

LA CLASSIFICAZIONE PER AREE. Quanto alle aree, viene osservato, in Emilia-Romagna il 64,2% degli incidenti stradali è concentrato nei poli urbani: considerando anche le aree di cintura si arriva al 93,3% del totale mentre nei comuni delle aree interne gli incidenti rappresentano il 6,7% del totale regionale. La maggior parte degli incidenti stradali, ancora, avviene tra due o più veicoli (74,5%): la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (5.839 casi, 76 vittime e 7.966 feriti), seguita dal tamponamento (3.589 casi, 38 decessi e 5.808 persone ferite) mentre la tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (4,1 decessi ogni 100 incidenti), seguono la fuoriuscita (3,6) seguito dall'urto con ostacolo accidentale (3,4). Il tasso di mortalità è più alto per gli ultrasessantaquattrenni (10,5 per 100.000 abitanti) e i 15-29enni (8,8 per 100.000 abitanti): i conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 72,7% delle vittime e il 72,1% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 12% dei morti e il 21,1% dei feriti, i pedoni il 15,3% dei deceduti e il 6,8% dei feriti. I costi sociali degli incidenti stradali - che quantificano gli oneri economici che, gravano sulla società - sono stimati in poco meno di 1,7 miliardi di euro - 378,8 euro pro capite - in Emilia-Romagna: la regione incide per quasi il 10% sul totale nazionale pari a 17,5 miliardi di euro, 288,1 euro pro capite.

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