La giunta congela cinquecento alloggi Stop al cemento
REGGIO EMILIA. Con una delibera approvata ieri la giunta comunale di Reggio Emilia blocca la possibilità di costruire in vigenza dell'attuale piano operativo comunale (Poc), cioè fino al 2019, su...
REGGIO EMILIA. Con una delibera approvata ieri la giunta comunale di Reggio Emilia blocca la possibilità di costruire in vigenza dell'attuale piano operativo comunale (Poc), cioè fino al 2019, su oltre 70 ettari di terreni destinati a nuove costruzioni.
Si tratta di circa 500 alloggi “congelati” i cui diritti edificatori erano previsti dal piano regolatore (Prg) del 2001. L'attuale piano strutturale comunale (Psc) che ha sostituito il Prg, consentiva infatti ad alcuni piani urbanistici attuativi ancora in corso di istruttoria o approvati e non stipulati, di completare l'iter ed essere definitivamente convenzionati entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del primo Poc, ovvero entro la fine di aprile 2016.
La delibera di ieri, invece, sancisce il decadimento dei diritti edificatori da parte degli aventi diritto prendendo atto che, entro il termine previsto, 10 piani (per un totale di 70 ettari, a differente destinazione: residenziale, terziaria e produttiva) non sono stati stipulati.
«Questo importante passaggio integra le politiche innovative di rigenerazione urbana e di tutela del territorio messe in campo dall'amministrazione comunale - commenta l'assessore Alex Pratissoli - e rafforza le scelte sulla riduzione del consumo di suolo come primario incentivo alle azioni di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, su cui vogliamo si concentrino le future opportunità per l'attività edilizia».
Secondo l'assessore, inoltre, «vi sono oggi tutte le condizioni per investire fortemente sulla nascita di un'industria locale del riuso, accompagnando il settore delle costruzioni nella sua prima grande rivoluzione industriale».
La delibera approvata dalla giunta comunale si pone in continuità con gli atti finalizzati a bloccare l'espansione urbanistica adottati dall'amministrazione negli ultimi due anni. Tra questi la cancellazione di 136 ettari di aree potenzialmente urbanizzabili in territorio agricolo con una variante urbanistica, la semplificazione delle procedure di recupero degli edifici esistenti e l'introduzione del concetto di riuso temporaneo dei luoghi abbandonati, l'introduzione di incentivi economici significativi per chi ristruttura una abitazione, un negozio o un capannone, la semplificazione delle procedure per sostenere e promuovere il lavoro degli agricoltori in territorio rurale e le nuove norme per il centro storico per incentivare l'uso residenziale e favorire la nascita di nuove attività commerciali.
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