Gazzetta di Reggio

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Parmigiano, i cinesi stroncano maxitruffa

di Enrico Lorenzo Tidona
Parmigiano, i cinesi stroncano maxitruffa

Bloccato un venditore turco da Alibaba, colosso dell’e-commerce che vuole accompagnare le eccellenze reggiane in Cina

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo scovato e bloccato un venditore turco di falso Parmigiano Reggiano che in un mese ne vendeva il quantitativo prodotto in un anno dalla Dop». Se volessimo avere la riprova di quanta “fame” di Parmigiano Reggiano c’è in giro nel mondo basta rileggere questa dichiarazione rilasciata ieri da Manfredi Minutelli, responsabile dello sviluppo degli affari di Alibaba Italy, il ramo nostrano del colosso cinese dell’e-commerce che conta 46.200 dipendenti ma soprattutto 485 miliardi di dollari di ricavi nel 2015. Minutelli era a Reggio per presentare le opportunità che l’azienda cinese prospetta alle eccellenze dell’agroalimentare reggiano, dal Parmigiano Reggiano all’aceto balsamico.

Alibaba non vende direttamente ma tramite un’infrastruttura tecnologica e di marketing, su cui basa un ecosistema di piattaforme digitali, ciascuna contraddistinta da specifiche peculiarità, che consente a piccole e medie imprese e grandi brand, di offrire prodotti, servizi e contenuti digitali in Cina a un bacino di 439 milioni di utenti attivi. Un mercato immenso, raggiungibile grazie al web e nel quale si infiltrano anche i furbi. Per questo la multinazionale cinese ha stretto sempre più le maglie dei controlli, mettendo fuori dal suo mercato virtuale nel 2015 un venditore turco che operava con la piattaforma e piazzava ben 5mila tonnellate di Parmigiano Reggiano al mese. «Una volta individuato lo abbiamo escluso - spiega Minutelli - Effettuiamo moltissimi controlli a tutela del prodotti». Lo scorso giugno Alibaba Italia ha esteso un precedente accordo di protezione a tutte le piattaforme di commercio elettronico del gruppo, comprese quelle “business to customer”. L’obiettivo è tutelare i consumatori negli acquisti online e i marchi, con particolare attenzione ai prodotti agroalimentari italiani di qualità certificata. Un passo fondamentale per l’ulteriore messa a punto del programma AliProtect, un progetto tutto italiano nato in collaborazione con il Mipaaf e che, attualmente, già tutela 6 prodotti a indicazione geografica (Prosecco, Aceto balsamico di Modena, Parmigiano Reggiano, Asiago, Pecorino Romano e Gorgonzola). Come spiega il manager, Alibaba permette di vendere prodotti dell’agroalimentare su un mercato - quello cinese - che è di prospettiva. «Oggi per l’agroalimentare le quote italiane sono basse, perché è un mercato il mercato cinese è come quello italiano: è molto legato alla cucina locale. Bisogna creare una cultura legata al prodotto». Alibaba - che ha centinaia di milioni di clienti attivi - permette di amplificare l’effetto dell’investimento.

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