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«Scuola di Minozzo, vada avanti il dialogo»

«Scuola di Minozzo, vada avanti il dialogo»

Parla Remo Zobbi, ex dirigente scolastico: «Già l’anno scorso i genitori dissero no al plesso unico»

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VILLA MINOZZO. È stato partecipato e animato, e ha evidenziato la volontà di provare ad attivare un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale per cercare di mantenere attiva la sede scolastica del paese, l’incontro che nei giorni scorsi si è svolto a Minozzo, organizzato dal gruppo dei genitori contrario all’accorpamenti dei 12 bambini di Minozzo e Villa capoluogo in una unica prima, dal prossimo settembre.

A fornire un resoconto della serata è Remo Zobbi, che fino a due anni fa è stato il dirigente scolastico delle scuole villaminozzesi, oggi in pensione ma ancora esponente riconosciuto e molto ascoltato della comunità locale. «Tutto è iniziato lo scorso anno - spiega Zobbi - con la proposta dell’amministrazione comunale di costituire un’unica scuola dell’infanzia a Minozzo e un’unica scuola primaria a Villa Minozzo, sfociato in una “consultazione dei genitori” che con il proprio “no” hanno di fatto detto sì alla sopravvivenza dei due ordini di scuola in entrambi i paesi. Quest’anno una nuova lettera, a firma del vicesindaco, che chiede l’iscrizione “d’ufficio” alla scuola primaria di Villa capoluogo dei tre bambini in entrata nella classe prima a Minozzo, che ha scatenato nuovamente una serie di polemiche, incontri con la dirigente scolastica e con l’amministrazione comunale e infine l’assemblea a Minozzo». Assemblea che nel ribadire il proprio sì alla scuola primaria in paese a “difesa di un territorio e di un centro aggregativo come la scuola che, in una comunità, racconta il futuro”, ha cercato di capire le ragioni del problema cercando soluzioni capaci di rispondere alle esigenze sollevate”. Conclude Zobbi: «Un genitore ad esempio si è anche reso disponibile, se fosse strettamente necessario, a iscrivere il proprio figlio a Villa per risolvere il problema. Niente lotta tra paesi quindi, ma una riflessione approfondita con una richiesta di maggiore attenzione sui luoghi di istruzione e formazione dei più piccoli, con erogazione di risorse, anche economiche, per garantire un servizio sempre più qualificato, al passo coi tempi e alle esigenze delle famiglie, restituendo anche il trasporto pomeridiano, ora soppresso per tre pomeriggi la settimana, ai bambini della scuola dell’infanzia che abitano le frazioni più distanti. La serata si è conclusa con l’invito di un giovane, in procinto di sposarsi, rivolto ai presenti di mettere al mondo più figli». (l.t.)

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