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Inchiesta Unieco sulle fatture false, Casoli: "Non so nulla di questa storia"

Inchiesta Unieco sulle fatture false, Casoli: "Non so nulla di questa storia"

L'ex presidente del gruppo cooperativo si difende: «I tre nomi coinvolti anche in Aemilia? Non ne conosco nemmeno uno»

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REGGIO EMILIA. «L’inchiesta? Non ne so nulla, assolutamente nulla». E poi: «I nomi legati a Aemilia? Non conosco nessuna di quelle persone». È fuori Reggio, in viaggio verso Milano. È qui che Mauro Casoli, lo storico ex presidente Unieco, in sella al gruppo cooperativo per vent’anni, raggiunto dalla Gazzetta commenta l’inchiesta della Procura che lo vede indagato per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti.

Fatture false su lavori che esistevano solo sulla carta, ipotizzano dalla Procura, per un totale di 1,7 milioni di euro di imponibili frazionati in decine di fatture (più 240mila euro di relativa Iva), emesse nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010 da 43 imprenditori calabresi, tre dei quali – Alfonso Mendicino, Antonio Oliviero e Carlo Trento – finiti anche tra le carte di Aemilia. Un fascicolo sin dal 2010 direttamente nelle mani del procuratore capo di Reggio Emilia, Giorgio Grandinetti, con 44 persone indagate.

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Non solo l’ex presidente Casoli, legale rappresentate di Unieco all’epoca dei fatti contestati. Ma anche – in concorso – 43 artigiani, titolari di imprese in gran parte consorziate con il Consorzio Artigiani Muratori di Reggio, a sua volta in passato già finito nel mirino della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

Secondo la ricostruzione della Procura – che avrebbe cominciato ad inviare nei giorni scorsi anche gli avvisi di fine indagini, preludio di un rinvio a giudizio o di un’archiviazione – per pagare meno tasse a fine anno Unieco sarebbe ricorsa all’utilizzo delle fatture false emesse dagli artigiani, indicando lavori fissati ma mai eseguiti.

Un’inchiesta sulla quale l’ex numero uno Unieco dichiara di non sapere nulla, tantomeno di aver già ricevuto dalla Procura una comunicazione sulla conclusione delle indagini: «Ho letto dell’inchiesta sul giornale – commenta – non ne conosco i particolari. Francamente non ne so nulla, assolutamente nulla. Posso solo pensare che questa vicenda sia in qualche modo collegata a quella verifica fiscale per cui siamo in contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, dove abbiamo vinto in primo grado. Forse è collegata a quel tema specifico lì».

Il riferimento è agli accertamenti avviati nel 2013 da parte del fisco nei confronti di Unieco, che aveva ricevuto dall’Agenzia delle Entrate un avviso in cui venivano contestate fatture emesse da ditte artigiane fornitrici della coop. All’epoca, le Fiamme gialle ricostruirono i rapporti intercori fra la coop, Magno Consorzio, la croata Crotal D.o.o. e lo stesso Consorzio Artigiani Muratori Cam, finito ora fra le carte della Procura insieme ai tre imprenditori di origine calabrese coinvolti anche in Aemilia. «Non conosco nessuna di queste persone, e non so nulla di questa storia», ribadisce Casoli. (e.spa.)

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