«Investirò ancora, se la Consob dà l’ok»
Fulvio Montipò dal Quirinale alla Cantina di Canali: «Mi considero un casaro dell’industria, ben venga il Coltellino d’Oro»
REGGIO EMILIA. «Ho ricevuto numerosi premi, tutti diversi, ma il “Coltellino d'oro” ha per me un pregio particolare perché mi considero un “casaro dell'industria” che ha vissuto un'avventura fortunata e perché viene dalla mia terra. E' un gesto di stima espresso da chi condivide con me cultura e valori. Grazie di cuore». Così Fulvio Montipò al presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Alessandro Bezzi, e della sezione reggiana, Graziano Salsi, ricevendo il riconoscimento che ogni anno è attribuito ad un nostro concittadino che si è affermato ed è apprezzato a livello internazionale.
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Altro che Bob Dylan che ha snobbato l'incontro con gli organizzatori del Nobel. Montipò ha invece accettato l'invito alla festa dei casari reggiani insieme alla famiglia che, con altre 300 persone, lo ha acclamato giovedì sera alla Cantina di Canali al momento della premiazione mentre su un maxi schermo scorrevano le immagini delle decine di stabilimenti del gruppo Interpump, da lui fondato, sparsi nei cinque continenti. Solo pochi giorni fa è stato insignito dal presidente della Repubblica Mattarella del titolo di Cavaliere del Lavoro. «Al Quirinale - ha raccontato ai cronisti - ho avuto il piacere di trovarmi insieme agli “alfieri del lavoro”, 25 giovani particolarmente meritevoli delle scuole superiori». Per l'occasione Montipò è stato definito “il re delle acquisizioni”.
Ne ha altre in programma?
«In ogni caso questa è la nostra scelta, non è un mistero, ma la Consob è la prima a doverlo sapere... La ricchezza che produciamo, dopo la divisione di una parte agli azionisti, è destinata alla crescita. A livello internazionale siamo ancora dei piccoli. Personalmente sono innamorato di ciò che ho fatto, mi danno gioia la vita e il lavoro, il sacrificio che ben conoscono i nostri casari. Incoscienza? Può essere, comunque siamo su diversi pezzi e speriamo che il nuovo anno ci porti fortuna».
È vero che le interessa la vecchia sede della Banca d'Italia?
«Lì – sorride – non ho soldi in deposito»
Il centro reggiano le sta però a cuore?
«Certo, però debbo anche disintossicarmi delle fatiche sto facendo. In ogni caso penso che per la mia città non sarà l'ultimo sforzo».
Intanto la segretaria della sezione reggiana del Consorzio, Loretta Domenichini, ha ripercorso al microfono la sua vita, dalla nascita a Baiso come figlio di immigrati alla formazione scolastica, dall'inizio di una minuscola impresa ai fasti mondiali oggi assurti. Ricordando anche il giuramento ai figli che avrebbe fatto di tutto perché crescessero nella terra in cui sono nati.
Nel corso della serata alla Cantina di Albinea-Canali sono stati consegnati doni speciali (forme di Parmigiano Reggiano) ai rappresentanti del Santa Maria Nuova Antonella Messori, Giorgio Mazzi, Claudio Pedrazzoli e Luciano Masini, per il Core. Oltre che al presidente dell'Anfass di Guastalla, Paolo Gozzi (presente il sindaco Camilla Verona) per l'impegno a favore dell'inserimento di persone svantaggiate.
Premi infine a tre casari benemeriti: Pellegrino Casini (Rio Saliceto), Alfeo Grasselli (Guastalla) e Mario Ruffini (Toano). Premi anche alle latterie Fornacione di Felina (Nardo Ferrarini e Danilo Rossi), Paverazzi di Bibbiano (Pietro Bonilauri e Nunzio Ibatici), Tullia di Rolo (Virgilio Trevisi e Valerio Gatti) e al caseificio di Gavasseto (Mauro Rossi e Silvano Mercati). Premiato pure Renato Alberici presidente della latteria “La Grande” di Castelnovo Sotto come “Caseificio 2.0”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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