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Nel casolare anche 75 chili di marijuana

Nel casolare anche 75 chili di marijuana

Guastalla: scoperti a San Rocco con le oltre 600 piantine. Arrestata una donna di nazionalità cinese

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GUASTALLA. È stata arrestata una donna cinese. Secondo gli agenti, era lei che curava quella piantagione clandestina, allestita dentro un casolare alla periferia di San Rocco di Guastalla. Qui, la polizia municipale ha sequestrato qualcosa come 600 piantine di marijuana. Ma non solo: sotto sequestro ci sono anche 75 chili di “marija” già pronta.

Il blitz è scattato nel tardo pomeriggio di giovedì sera. Culmine di un’attività di indagine partita da Reggio Emilia, e che vede come protagonisti gli uomini del Nucleo antidroga della Municipale del capoluogo.

Non è neanche la prima volta che nella Bassa vengono scoperti edifici rustici, all’apparenza disabitati, trasformati in serre con tanto di luci riscaldanti e tutto quello che serve per coltivare e far crescere le piante proibite. Ma non è solo il modus operandi a essere uguale, bensì anche chi viene scoperto a “curare” la piantagione: cittadini di nazionalità cinese.

Un filone vero e proprio sul quale da tempo la procura ha messo gli occhi e che ora, il sostituto procurato Valentina Salvi, dovrà approfondire per capire chi sta dietro a coloro che vengono impiegati come manovalanza.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire, le indagini sarebbero partite da una soffiata. E da accertamenti sull’allacciamento all’impianto Enel. E anche quello sarebbe stato abusivo, illegale. Esattamente come accertato nelle altre piantagioni indoor scoperte nella Bassa.

Quindi, il blitz degli agenti di Reggio Emilia, con il supporto dei colleghi del Corpo unico della Bassa Reggiana.

Ieri mattina, un camion di grosse dimensione si è recato sul posto e sotto l’occhio vigile degli agenti ha provveduto alla rimozione delle oltre 600 piante trovate in coltivazione. Dopo le procedure giudiziarie del caso, sono destinate alla distruzione.

Le indagini invece vanno avanti a partire dalla donna cinese trovata sul posto, per ricostruire la filiera che sta dietro a una coltivazione così imponente ed elaborata. Il fatto poi che non si tratti nemmeno di un caso isolato, fa pensare che a muovere una tale organizzazione ci sia un sistema piuttosto complesso e un mercato di riferimento della marijuana.

Interrogativi, però, che per ora restano senza una risposta. Ma che gettano molte domande rispetto a tanti casolari come quello di San Rocco, che potrebbero nascondere analoghe sorprese dietro le vecchie mura e le finestre sempre chiuse a qualunque ora del giorno e della notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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