Riccò contro i due fuoriusciti «Allibito dal furore polemico»
REGGIO EMILIA. Gian Franco Riccò, ex segretario della Camera del Lavoro, si dice «allibito dal furore polemico» con il quale due pensionati iscritti alla Cgil hanno annunciato le dimissioni dal...
REGGIO EMILIA. Gian Franco Riccò, ex segretario della Camera del Lavoro, si dice «allibito dal furore polemico» con il quale due pensionati iscritti alla Cgil hanno annunciato le dimissioni dal sindacato per protesta contro il sostegno della Cgil allo spettacolo di Marco Travaglio a favore del no nel referendum costituzionale.
Riccò ammette che Travaglio è un giornalista di destra, ma il qualunquismo, a suo avviso, è alimentato non dalle sue denunce, ma dalle «porcherie dei partiti maggiori diventati solo macchine elettorali. È da miopi – scrive – accusare la Camera del Lavoro di voler dividere e distruggere la sinistra, nella quale non sono mai mancate tendenze suicide». Riccò cita, come esempio, il governo Monti appoggiato dal Pd, che realizzò il programma di austerità suggerito dalla Bce: liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici, revisione delle norme per i licenziamenti dei lavoratori e tagli orizzontali alla spesa pubblica, fino alla «porcheria colossale della riforma Fornero».
«Nel prossimo futuro – conclude Riccò – c’è l’impegno della Cgil per la Carta universale del lavoro, per farne una proposta di legge di iniziativa popolare che si sostiene anche con tre referendum su voucher, appalti e licenziamenti. I compagni dimissionari ai quali sta a cuore il Pd saranno con la Cgil nella prossima mobilitazione?». (l.s.)
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