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Muore sette mesi dopo la caduta in bici

di Serena Arbizzi
Muore sette mesi dopo la caduta in bici

Castelnovo Sotto: Mauro Salsi, 62 anni, era ricoverato da allora, quando ebbe un incidente ad Albinea. Gli amici della sua squadra: «Hai reso onore a ogni cosa»

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CASTELNOVO SOTTO. Ha lasciato un vuoto profondo la morte di Mauro Salsi, pensionato molto conosciuto a Castelnovo Sotto per la sua passione per il ciclismo che coltivava insieme all’associazione Cooperatori di Reggio Emilia.

Salsi, 62 anni, è morto quasi sette mesi dopo l’incidente di cui è rimasto vittima ad Albinea la scorsa primavera.

Era il 19 aprile quando venne ricoverato in Rianimazione all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dopo l’incidente avvenuto all’incrocio tra le vie Vittorio Emanuele e Papa Giovanni XXIII. Salsi era in sella alla sua bicicletta quando, improvvisamente, avrebbe urtato un’auto, un’Opel, che stava per svoltare a sinistra.

Tuttavia, l’urto non sembrava essere stato di una violenza tale da fare cadere il ciclista e quindi non si esclude, anche sulla base del racconto fatto dal conducente dell’auto – che lo avrebbe visto barcollare prima dell’impatto – che il 62enne sia stato colto da malore improvviso. Le condizioni di Salsi erano apparse subito gravi. In questi mesi, poi, l’uomo era stato trasferito all’ospedale San Sebastiano di Correggio, in Riabilitazione funzionale, dove nei giorni scorsi è avvenuto il decesso. Gli amici dell’associazione Cooperatori hanno voluto salutare Mauro Salsi attraverso un messaggio commosso.

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«La salita è terminata – scrivono dall’associazione –. Ne hai valicate tante pedalando, hai portato la tua bici sulle strade di mezza Europa, hai vestito con orgoglio la maglia della Cooperatori, hai reso onore ad ogni cosa che hai fatto. Le avventure non ti spaventavano, eri sempre pronto a fare qualcosa in più, ad andare un po’ più in là, a misurarti con te stesso ogni volta. Tanti chilometri abbiamo pedalato insieme, tante notti insonni ad aspettare la partenza, tante levatacce ad orari impossibili per essere in griglia prima, per poter dare il meglio, col sole, con la pioggia, col vento… Non ti fermavi mai. Tante volte con la schiena sull’asfalto, perché si cadeva in bicicletta, ma ci si è sempre rialzati, rimontati in sella e ripreso a menare più forte di prima, perché non si può lasciare spazio alla paura, fino a quel pomeriggio Non hai mollato nemmeno stavolta, hai combattuto fino all’ultimo istante, ma questa impresa era troppo dura, anche per te. Ciao Mauro, siamo fieri di aver pedalato, scherzato, vissuto al tuo fianco» scrivono gli amici.

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