Nasce un comitato per salvare la torre di San Prospero
Al via anche una raccolta fondi che finanzierà il restauro. I promotori: «Vogliamo terminare i lavori in tre anni»
REGGIO EMILIA Liberare la torre di San Prospero dalla gabbia in cui è racchiusa da ormai troppi anni. È l'obiettivo di un gruppo di parrocchiani, che circa una settimana fa si sono costituiti in un comitato per l'atteso restauro di uno dei simboli più amati di Reggio.
Un progetto che verrà presentato nel dettaglio giovedì prossimo, il 24 novembre, nel coro della Chiesa di San
Prospero, proprio in occasione della festività patronale, quando partirà anche una raccolta di fondi per un intervento che, nell'arco di tre anni, punta a restituire ai reggiani uno dei beni architettonici più importanti della città: quella torre di San Prospero circondata ormai da almeno sei anni da una sgradevole impalcatura che ne oscura tutto lo splendore, installata per motivi di sicurezza con lo scopo di prevenire la pericolosa caduta di frammenti dalla facciata.
«In primavera ripartiranno le operazioni con la realizzazione di un rilievo e della mappatura di tutte le pietre - fanno sapere dal comitato - Successivamente è previsto il restauro vero e proprio della torre, della durata prevista di circa tre anni. Oltre al consolidamento della facciata, verrà eseguita un'analisi della struttura dal punto di vista antisismico e si valuteranno tutte le modifiche necessarie per poter rendere visitabile e accessibile al pubblico la sommità della torre».
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Il nuovo comitato è guidato da Stefano Ovi, ex manager aziendale, nel ruolo di presidente. Nelle vesti di vicepresidente, invece, c'è monsignor Gianfranco Gazzotti, ex parroco del Duomo e attualmente amministratore parrocchiale. Quanto agli altri componenti, il comitato potrà contare sull'impegno di alcuni affezionati e rilevanti parrocchiani, come Paola Benedetti Spaggiari, Giuseppe Calvi, Michele Corradini, Stefano Maccarini, Luciano Vallery, Ugo Medici e Claudio Tirelli. Per il Comune, all'interno del comitato figura anche Giordano Gasparini, dirigente dei Servizi culturali.
I promotori fanno sapere che l'incarico per la progettazione e la direzione dei lavori è stato affidato all'architetto Mauro Severi, presidente Unindustria. Un restyling che si affiancherà anche al progetto di riqualificazione della piazza, già annunciato nelle scorse settimane dall'amministrazione, procedendo di pari passo con le indicazioni che arriveranno dalla Soprintendenza (che verrà messa al corrente di ogni singola fase progettuale) e con il coinvolgimento diretto di tutti quei reggiani che da tempo desiderano riabbracciare la loro storica
torre. «Fondamentale - fanno infatti sapere i promotori - sarà il tema della raccolta dei fondi». (e.spa.)
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