Camere in affitto a Reggio Emilia? Sì, ma non per turismo
A sceglierle sono soprattutto familiari di persone ricoverate in ospedale, ma anche parenti arrivati dal Sud e rappresentanti
REGGIO EMILIA. Ci sono gli alberghi con più o meno stelle, i bed & breakfast, gli ostelli, i campeggi. E poi, anche a Reggio Emilia, ci sono le case e gli appartamenti vacanze. Si trovano in centro storico, nella prima periferia, fino ad arrivare alla collina e sbarcare in Appennino. Un turismo, quello che passa attraverso le case e gli appartamenti o le stanze in affitto, difficile da controllare ma che porta soldi, crea indotto e rischia di sfuggire alle statistiche. La percentuale che gli addetti ai lavori ci indicano – un 15% sul totale delle presenze turistiche in città – va presa con cautela ma è indicativa.
Chi consulta il sito del Comune, alla pagina turismo.comune.re.it trova un elenco con una ventina di opzioni sotto la voce “case e appartamenti per vacanze”: opzioni che si rivolgono a chi è in cerca di soluzioni alternative e più economiche dell'hotel e spesso con un soggiorno che va oltre il tradizionale week end. Ma qual è l’identikit di chi ricorre a questa scelta? Nella stragrande maggioranza dei casi sono persone che a Reggio devono soggiornare per curarsi o per assistere familiari ricoverati in ospedale. A seguire troviamo rappresentanti e lavoratori dipendenti di ditte che hanno vinto appalti in zona, insegnanti straniere che partecipano ai corsi e ai seminari organizzati da Reggio Children, attori in scena nei teatri cittadini e ancora chi arriva dal Sud per matrimoni, cresime o funerali. In tutti i casi si tratta di persone che cercano una soluzione più economica rispetto all'albergo e una collocazione che lasci ampia autonomia ed elasticità nella gestione di pasti e orari.
Come trovare la stanza o l’appartamento su misura? C'è chi utilizza i siti Airbnb e Booking e chi fa da sé con i servizi messi a disposizione da Google. «Perché utilizzare Booking comporta costi e obblighi di garantire la prenotazione», ci spiegano. Ma questa situazione non consente di disporre di numeri certi sulle presenze e sulla durata della permanenza in città. Un giro di telefonate tra i proprietari di case e appartamenti per vacanze ci conferma che non stiamo parlando di turismo in senso stretto.
«Di turisti ne abbiamo avuti ma solo per brevissimi periodi», ci dicono dall'appartamento Francesca, aggiungendo che «i pochi stranieri ospitati erano qui per iniziative organizzate da Reggio Children».
Dalla Casa nel Parco in via Foscolo ci spiegano che «in un'altissima percentuale si tratta di parenti di degenti del Santa Maria Nuova o di Villa Verde che arrivano da tutta Italia».
Anche dal titolare dell'Appartamento in Centro (via del Pozzo) arriva la conferma che si tratta di un turismo legato alla sanità. «Proprio dai miei clienti ho scoperto che a Reggio c'è un Centro per la Procreazione assistita e una Radioterapia all'avanguardia per il trattamento dei tumori».
Cambia invece la clientela in provincia. Nel Bed & Cooking Cà Beneventi di Albinea: «A fare tappa qui sono i rappresentanti o intere famiglie e gruppi di amici che arrivano dal Sud per matrimoni. Poi ci sono, a cadenza annuale, quelli che partecipano al Camer o all’Ornitologica».
A fare pendere la bilancia quasi sempre è il costo che negli appartamenti e nelle case vacanze è mediamente più basso. Si parte da 21 a 25 euro a notte e si arriva a 50 (dipende dai posti letto) anche perché a differenza dei B&B e degli hotel, la prima colazione non è prevista e il cambio di biancheria è meno frequente.
Un dato da solo conferma che Reggio città non è meta turistica: la struttura in provincia che accoglie il maggior numero di turisti “vacanzieri” è il campeggio di Cervarezza e una buona presenza si registra a Collagna, dove a far da magnete è il parco dell'Appennino.
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