Nell’ex mattatoio bivacchi e refurtiva
I residenti di Veggia da tempo segnalavano il via vai: degrado, sporcizia e merce rubata. Sette stranieri denunciati
CASALGRANDE. Avevano trasformato l’ex mattatoio abbandonato di Veggia in un rifugio di fortuna, vivendo qui in pessime condizioni igienico-sanitarie e per di più usandolo come magazzino di merce rubata. Grazie alle segnalazioni dei cittadini e ad approfondimenti investigativi, sabato notte i carabinieri di Casalgrande hanno effettuato un blitz nel capannone di via Mulino Veggia, sorprendendo sette stranieri in Italia senza permesso di soggiorno che – oltre alle conseguenze della loro presenza irregolare sul territorio italiano – ora dovranno rispondere anche dell’accusa di concorso in furto aggravato per l’allacciamento abusivo di energia elettrica e ricettazione per monili in oro, cellulari e navigatori trovati custoditi dentro all’alloggio e ritenuti provento di furto.
Qualche tempo fa i residenti della frazione avevano segnalato uno strano via vai all’ex mattatoio, situato su una strada che collega la parte più antica di Veggia alla SP486 verso Castellarano. Dopo aver raccolto ulteriori riscontri, i militari della locale stazione hanno deciso di effettuare un sopralluogo, scoperchiando una realtà di marginalità tremenda: l’immobile era stato trasformato in dimora precaria da un nutrito numero di nordafricani, che vi abitavano in mezzo alla sporcizia e ai rifiuti, con un grosso rischio anche per la loro incolumità. Il blitz è scattato di notte, quando i carabinieri, nella certezza di cogliere nel sonno i presenti, hanno fatto irruzione: sette i cittadini extracomunitari trovati al piano terra, adibito a zona notte con materassi gettati a terra come giacigli.
Gli occupanti avevano dotato gli ambienti di energia elettrica che prelevavano da una cabina nelle adiacenze attraverso un pericoloso allaccio irregolare. Con l’utenza Enel abusiva gli occupanti potevano ricaricare i loro cellulari e utilizzare delle stufe elettriche per riscaldare gli ambienti, nonché dei fornelletti improvvisati per cucinare.
Sul posto sono stati rinvenuti e sequestrati una decina tra cellulari di ultima generazione e navigatori, nonché alcuni monili in oro, trovati nascosti dentro l'immobile, che gli inquirenti ritengono di provenienza furtiva. In attesa che le indagini portino all’esatta origine della merce sequestrata, l’ipotesi è che quanto rinvenuto possa essere stato rubato sul territorio a cavallo tra Reggio e Modena.
In caserma i sette, risultati tutti di nazionalità marocchina, una volta identificati attraverso il fotosegnalamento sono denunciati per furto aggravato e ricettazione, per poi essere sottoposti alle procedure di espulsione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
